Diramate le convocazioni di van Marwijk per le amichevoli dell'Olanda contro l'Italia (14 novembre) ed il Paraguay (19 novembre).
Poche le sorprese, una fra tutte, visto il periodo di forma non proprio invidiabile, è Klaas Jan Huntelaar, protagonista di un inizio stagione con il Milan molto difficile che lo ha visto relagato al ruolo di terza scelta di Leonardo per l'attacco milanista. A dispetto di una media gol invidiabile, Robin Van Persie verrà relagato ancora sulla fascia, permettendo a Huntelaar di giocare da centravanti per una squadra che altri centravanti puri non ha, ma che ama, a detta del suo tecnico, creare occasioni da rete grazie ai movimenti dei suoi "avanti".
Mancano le sorprese anche in difesa, dove van Marwijk ha preferito puntare sul sicuro, senza mancare di specificare che continuerà a monitorare Ron Vlaar, desideroso di tornare in nazionale dopo i tanti infortuni, oltre a Maduro e Drenthe, che però mancano di continuità ed al giovane Bruma, diciassettenne del Chelsea.

Portieri: Maarten Stekelenburg (Ajax), Michel Vorm (Utrecht), Piet Velthuizen (Vitesse Arnhem);

Difensori: John Heitinga (Everton), Joris Mathijsen (Amburgo), Edson Braafheid (Bayern Monaco), Gregory van der Wiel (Ajax), Giovanni van Bronckhorst (Feyenoord), Khalid Boulahrouz (Stoccarda);

Centrocampisti: Nigel de Jong (Manchester City), Demy de Zeeuw (Ajax), Stijn Schaars (AZ Alkmaar), Ibrahim Afellay (PSV Eindhoven), Wesley Sneijder (Inter), Rafael van der Vaart (Real Madrid), Orlando Engelaar (PSV Eindhoven), Mark van Bommel (Bayern Monaco);

Attaccanti: Dirk Kuyt (Liverpool), Robin van Persie (Arsenal), Klaas Jan Huntelaar (Milan), Eljero Elia (Amburgo), Ryan Babel (Liverpool), Arjen Robben (Bayern Monaco)


La quinta giornata di Europa League regala alcune soddisfazioni alle olandesi impegnate nella competizione europea. Vittoria e qualificazione per l'Ajax, corsaro a Zagabria in uno stadio vuoto. Rammarico per l'Heerenveen, passato in vantaggio e raggiunto nel finale dall'Herta Berlino. Bene il Twente, vincente contro lo Sheriff, ed il Psv, tornato dalla Danimarca con un pareggio.

Gruppo A
Dinamo Zagabria - Ajax 0-2
Con la vittoria ottenuta sul campo della Dinamo Zagabria, l'Ajax ottiene la qualificazione matematica insieme ai belgi dell'Anderlecht, che in casa schiacciano il Timisoara.
Marko Pantelic e Demy de Zeeuw, in una forma spaventosa, segnano i goal necessari alla qualificazione dell'Ajax al prossimo turno dell'Europa League. Con gli avversari costretti a giocare a porte chiuse il compito è risultato più agevole per gli uomini di Jol, che hanno evitato di doversi scontrare, oltre che con gli undici della Dinamo, anche con il probabile inferno scatenato dalla caldissima tifoseria croata.
Pochi minuti e l'Ajax si porta in vantaggio. Gran lavoro di Emanuelson, un altro che sta giocando divinamente, concluso da Pantelic. Il goal ajacide taglia le gambe alla Dinamo, costretta a giocare in dieci dopo l'espulsione di Leandro Cufre per un fallaccio su Luis Suarez. Con la maggioranza numerica, gli olandesi chiudono rapidamente il match: De Zeeuw segna e chiude definitivamente i giochi.

Gruppo D
Heerenveen - Herta Berlino 2-3
Riesce l'operazione-sorpasso nella classifica del girone ai tedeschi, autori di una vittoria in rimonta contro i frisoni dell'Heerenveen.
Quando Papadopoulos, centravanti dei padroni di casa, ha insaccato dopo pochi minuti, i tifosi dell'Herta hanno subito pensato che la partita sarebbe andata come sempre da agosto ad oggi: i loro beniamini, incapaci di vincere dalla fine dell'estate, avrebbero perso anche questo match. La reazione dell'Herta si ha con il goal del bulgaro Domovchiyski, ma il pareggio dura poco perchè ancora Papadopoulos, poco prima della pausa, ristabilisce il vantaggio dell'Heerenveen.
I tedeschi non demordono e segnano ancora con Domovchiyski nei primi minuti del secondo tempo, portandosi sul 2-2, risultato che sembrava dovesse essere definitivo. Ma quando tutto faceva pensare al pareggio, l'Herta, guadagnata la giusta fiducia, segna il goal del definitivo sorpasso con Wichniarek, autore dei due assist per Domovchiyski, servito a dovere proprio dal bulgaro. Tedeschi e olandesi, ora, hanno gli stessi punti in classifica (4), ma per via della differenza reti, l'Herta Berlino è in seconda posizione.

Gruppo H
Twente - Sheriff 2-1
Anche il Twente di McLaren vince per facilitare la propria qualificazione battendo in casa i moldavi dello Sheriff Tiraspol e raggiungendo quota sette punti in classifica. Gli attuali leader dell'Eredivisie si portano in vantaggio subito con Stoch, giocatore in prestito dal Chelsea, che all'ottavo minuto sigla il primo di quella che sembrava poter essere una pioggia di goal. In realtà la squadra di Steve McLaren finisce per risultare piuttosto sterile, così che gli ospiti, acquistando fiducia, finiscono per pareggiare con Tiote. Il pareggio non va bene ai padroni di casa che, schiacciando i moldavi, riescono a raggiungere il definitivo vantaggio nuovamente con Stoch, abile a segnare ad un minuto dalla fine.

Gruppo K
Copenaghen - PSV 1-1
Il pareggio lascia la squadra di Eindhoven imbattuta nel girone. Dopo il vantaggio iniziale dei padroni di casa con l'ex Ajax Jesper Gronkjaer che ha aperto le marcature su rigore, il PSV raggiunge l'1-1 con Balazs Dzsudzsak, che regala ai suoi un risultato valido per mantenere la testa della classifica. Otto punti, infatti, bastano al PSV per primeggiare ancora nel girone, mentre la squadra di Stale Solbakken rimane al terzo posto con quattro punti.


Dal giorno del trasferimento al Milan, nulla è andato bene per Klaas-Jan Huntelaar. Oggi, dopo l'incidente d'auto di ieri, le cose di sicuro non vanno meglio.
Secondo quanto riporta Sportmediaset 'The Hunter' questa volta non era in piena area, ma in pieno centro a Milano e avendo omesso una precedenza avrebbe innescato una pericolosa carambola stradale. Risultato? Per fortuna nessun danno fisico, un po' di paura e un'auto distrutta, per l'esultanza del carrozziere.
Appare sempre più probabile, a questo punto, un suo addio alla squadra di Leonardo, tra l'altro intenzionata ad ingaggiare una punta come alternativa a Pato, Inzaghi e Borriello. Dai rumors di mercato, che ad oggi sono innumerevoli ed anche molto poco attendibili, Huntelaar, dovesse rimanere in Italia, potrebbe passare in prestito al Napoli, che già lo aveva braccato ai tempi dell'Heerenveen, o alla Fiorentina, nell'ambito di uno scambio con Mutu.


Nonostante manchino due mesi a gennaio e all'apertura della finestra di mercato invernale, il mercato dell'Eredivisie sembra sia già in fermento.
L'Utrecht ed il Twente, su tutte in Eredivisie, stanno monitorando a fondo il giovane Nacer Chadli, centrocampista belga di origini marocchine che tanto bene sta facendo con la maglia dell'AGOVV Apeldoorn.
Prodotto del vivaio dello Standard Liegi, il ventenne numero 10 dell'AGOVV è oggetto di una contesa tra, come già detto, l'FC Utrecht ed il Twente, ma nella battaglia pare essersi inserito anche il NEC Nimejen, desideroso di accaparrarsi i servigi di questo giocatore di grande prospettiva.
In casa Feyenoord, intanto, si pensa alla cessione di Roy Makaay. La crisi che sta sconvolgendo il calcio olandese, infatti, sembra spingere i dirigenti a cedere i giocatori con i contratti più onerosi e Makaay, che ormai pare aver perso il posto da titolare nell'undici iniziale della squadra di Rotterdam, è uno dei giocatori scelti dall'allenatore dell'Herta Berlino, Funkel, per risolvere la sterilità della squadra berlinese, attualmente sprofondata nella classifica della Bundesliga per via dei soli quattro punti in undici partite. Se due indizi fanno una prova, presto Roy Makaay passerà all'Herta Berlino...


Il giocatore, dopo due provini al Catania e al Nice senza troppa fortuna, è stato ingaggiato dal Vitesse.
Marc van Hintum, direttore tecnico dei gialloneri allenati da Theo Bos, ha parlato di Greene come un acquisto voluto per rafforzare la rosa. Sempre parlando ad un cronista del giornale oladese "De Gelderlander", l'allenatore Bos ha detto di aver insistito molto con la società per l'acquisto del giocatore, rimasto senza contratto dopo il mancato rinnovo con il Feyenoord.
Cresciuto nelle giovanili dell'Ajax, Greene è diventato un difensore molto versatile, ma nonostante ciò non è mai esploso in prima squadra con gli ajacidi di Amsterdam.
La sua abilità a giocare come centrale di difesa, terzino o centrocampista di copertura lo hanno portato a giocare per la maglia dell'RKC, dell'Harleem e del Feyenoord. Oggi, a ventisette anni, il vestire la maglia del Vitesse può dargli nuova fiducia, anche perchè pare che i gialloneri di Arnhem, per ingaggiarlo, abbiano dovuto fare un certo sforzo economico.


Anteprima di Arsenal - Az

on 03/nov/2009

Memori del goal al 93' di Mendes da Silva durane la gara d'andata, i Gunners hanno preparato la gara di stasera all'Emirates in maniera maniacale. "Concentrazione" è la parola d'ordine di Wenger, stufo di veder la propria squadra essere raggiunta dagli avversari negli ultimi minuti, dopo che anche il West Ham ha costretto i suoi al pareggio.
Reduci da due vittorie, 2-1 al Liverpool in Coppa e 3-0 al Totthenam in Premier, i Gunners hanno allungato la loro serie da imbattuti ad undici partite.
L'AZ, terza nel girone con due punti (quattro meno dell'Olympiakos, ma uno più dello Standard Liegi) non naviga in ottime acque. Oltre alla crisi finanziaria (qui un riassunto) e al settimo posto in Eredivisie, che subito dopo la gestione Van Gaal/Scheringa puzza un pò di stantìo, si è aggiutno l'infortunio di Mounir el Hamdaoui, che rimarrà ai margini della squadra per circa un mese. Senza il loro bomber, capace di segnare sei goal in nove partite in campionato, più uno in Champions, la partita, per Koeman, assume i toni di una vera e propria impresa.
A dare una mano all'olandese, però, ci pensa la statistica. Wegner, infatti, in cinque scontri, non è mai riuscito a batterlo, dovendosi accontentare di un pareggio per ben quattro volte e tornando a casa sconfitto quando Koeman allenava il PSV, nella stagione 2006/07.
Tra l'altro, in sette partite casalinghe contro squadre olandesi, l'Arsenal ha vinto solo due volte


Ancora venerato a Barcellona come l'allenatore più vincente, Cruyff ha ottenuto la possibilità di allenare la rappresentativa catalana nelle amichevoli non riconosciute dalla FIFA.
Dopo lunghe negoziazioni, Cruyff ha accettato la proposta della Federazione calcistica catalana, tornando a sedere su una panchina dopo oltre 13 anni di assenza. Nel 1996, infatti, a 2 giornate dalla fine della Liga 1995-1996 fu esonerato dall'allora presidente del Barcellona, Nunez.
La Selecció de Barcelona, anche detta XI Catalana, ha ottenuto anche la disponibilità di Cruyff a collaborare in diversi progetti, di cui però ancora non si sa molto, in quanto le parole del rappresentante della FCF (Federació Catalana de Futbol) sono state molto limitate.
Non è un caso che sia stato scelto proprio Cruyff per il ruolo di commissario tecnico: il centravanti dell'Ajax e dell'Olanda del calcio totale, infatti, ha giocato per cinque stagioni al Camp Nou durante gli anni 70, tornando ad allenare i blaugrana nel 1988 per otto lunghi (e vincenti) anni. Oltre a vincere quattro Liga consecutive, infatti, il Barça in quegli anni raggiunse anche il suo primo successo europeo. Con la maglia della rappresentativa della Catalogna, mai riconosciuta dalla FIFA o dalla UEFA, il "tulipano volante" ha segnato 24 goal in 52 partite.
Ora lo attendono almeno un paio di amichevoli prestigiose all'anno, considerando che negli ultimi anni la selezione catalana ha giocato con nazionali del calibro di Brasile e Argentina.


Lo Sparta Rotterdam dovrà fare a meno del suo difensore Dele Adeleye per un bel pò, vista la recente squalifica per il giovane nigeriano punito per aver colpito con una gomitata l'attaccante del VVV Sandro Calabro.
Durante la partita di Coppa d'Olanda, i due sono venuti a contatto durante un calcio d'angolo. Il risultato del contatto tra il gomito di Adeleye ed il viso di Calabro è stata la rottura del naso dell'attaccante, costretto a lasciare il campo intorno al trentesimo minuto.
La prova televisiva ha chiaramente mostrato la gomitata del difensore e così la commissione disciplinare ha deciso per questa lunga squalifica. Adeleye, però, ha ancora la possibilità di fare ricorso contro questa -giusta- decisione, fino a venerdì.


Venerdi 30 ottobre

VVV 1–1 NAC Breda

Sabato 31 ottobre

Roda 1–2 Twente
Heerenveen 3–0 ADO Den Haag
Groningen 0–1 AZ
PSV 1–0 Vitesse

Domenica 1 novembre

RKC 0–1 Willem II
Heracles 3–1 Utrecht
Ajax 5–1 Feyenoord
Sparta 2–0 NEC

La dodicesima giornata di Eredivisie regala un sorprendente (mica tanto..) cinque-dico-cinque ad uno dell'Ajax ai danni del Feyenoord. Nel derby tulipano per eccellenza c'è una sola squadra in campo: l'Ajax, portatosi in vantaggio alla fine del primo tempo con De Zeeuw (autore, alla fine, di una doppietta), si impone totalmente sugli ospiti con i goal di Emanuelson, Van der Wiel e Suarez. Di Landzaat il (bel) goal del Feyenoord, a risultato ampiamente acquisito dagli uomini di Jol, che hanno avuto anche il vantaggio di giocare in maggioranza numerica, per via delle espulsioni di Babovic prima e Van Dijk poi.
In testa alla classifica non cambia niente, in quanto il Twente sabato ha battuto i gialloneri del Roda grazie alle reti di Bryan Ruiz, in passato cercato dal Napoli, e di Stoch, giocatore di ottimo livello, ancora protagonista con un goal ed un assist. Utile solo per le statistiche il goal dei padroni di casa con Yulu-Matondo.
Il PSV tiene il passo dei Tukkers grazie alla rete dell'ungherese Dzsudzsak. Il risultato non è un chiaro specchio della partita, dominata in lungo e largo dai padroni di casa in giornata piuttosto asfittica.
Vittorie in trasferta dell'AZ sul Groningen versione involuta da quando è partito Marcus Berg, e del Willem II sul simpatico ma sfortunato RKC.
Heracles, vittoria in rimonta sul calante Utrecht, ed Heerenveen, completano la lista dei vincenti della dodicesima giornata del campionato olandese.


La squadra di Venlo, quattordicesima con dieci punti in altrettante partite, ha dovuto affrontare il NAC Breda senza il suo uomo di punta, il prolifico oriundo Sandro Calabro, reduce da un infortunio al naso durante la partita infrasettimanale di Coppa d'Olanda contro lo Sparta Rotterdam.
Gli ospiti, settimi in Eredivisie ma lontani dalla forma migliore (hanno vinto l'ultima partita contro l'RKC grazie ad uno svarione di Lurling) iniziano la partita in salita, complice l'espulsione per doppia ammonizione di Robbert Schilder, capace di ricevere il doppio cartellino giallo nell'arco di sei minuti, tra l'undicesimo ed il diciasettesimo giro d'orologio.
I padroni di casa cavalcano l'onda e si portano in vantaggio con Van Kouwen, aumentando il senso di frustazione dei gialloneri di Breda, che chiuderanno la partita in 9 per via dell'espulsione nei minuti finali di Gilissen. Fortunatamente per la squadra di Maaskant, però, a quel punto il risultato si era fissato sull'1-1, grazie ad una rete dell'ala brasiliana Leonardo.


..parole di Leonardo, l'allenatore del Milan. "Lo vedo molto tranquillo" ha aggiunto l'allenatore dei rossoneri questa mattina, continuando "Il gol è fondamentale per un attaccante ed è normale, essendo arrivato
quest'anno, che venga giudicato, forse anche frettolosamente. Sono certo che arriverà il suo momento".




Di certo The Hunter ha bisogno di tempo per assimilare al meglio gli schemi di una squadra abituata a giocare da tempo insieme. I movimenti, suoi e della squadra, stanno però migliorando. In aggiunta, va considerato il prossimo arrivo al Milan di David Beckham, i cui cross lo aiuteranno ulteriormente.



Negli ultimi giorni si era vociferato di una possibile dipartita dell'attaccante ex Ajax e Real Madrid, tra le altre, anche in vista del recupero di Marco Borriello. Destinazione: Firenze, in un possibile scambio con Mutu, oppure Amsterdam, con la modalità del prestito alla sua ex squadra.
Staremo a vedere: ma comunque vada, forza Klaas!!


Dordrecht 1-2 Ajax*

* Ai tempi supplementari

La tre giorni di Coppa d'Olanda si chiude con la partita dei Lancieri di Amsterdam, ospitati dal Dordrecht di Gènero Zeefuik, interessantissimo talento classe 1990 ex della partita. Il giovane, infatti, prima di passare al PSV Eindhoven, con il quale ha debuttato a 16 anni ed ha ottenuto una convocazione in Champions League, è cresciuto nel vivaio dei capitolini. Nonostante ciò, nè lui nè i suoi compagni di squadra hanno avuto alcun segno di sudditanza psicologica nei confronti dei più titolati avversari, tanto che in un paio di occasioni il Dordrecht ha seriamente rischiato di portarsi in vantaggio e, se ciò non è successo, è veramente merito di Stekelenburg. Ma nel calcio, si sa, vale la regola che dice "gol sbagliato, gol subito" e così, al quarantottesimo minuto, Emanuelson, servito da Sulejmani, porta in vantaggio l'Ajax con un bel tiro sul palo lontano. Il goal non piega i padroni di casa, che continuano ad andare alla ricerca del goal che arriva, al minuto 80, grazie a Moussa Kalissa, cui va dato il merito di portare le due squadre ai supplementari.
Nell'extra-time, nonostante l'espulsione di Gabri, l'Ajax trova il raddoppio ancora con Emanuelson, stavolta con un calcio di punizione magistrale. Così gli ajacidi guadagnano il passaggio al prossimo turno, disputando però una partita scialba, dove forse avrebbe meritato di più il Dordrecht, incapace però di sfruttare la distrazione dei giocatori dell'Ajax, probabilmente con la testa alla sfida di campionato di domenica 1 novembre contro il Feyenoord.


AZ Alkmaar*5 - 2 Spakenburg
Baronie* 1 - 0 Excelsior Maassluis
FC Twente Enschede 3 - 0 Capelle
Gemert 2 - 2 WHC**
NEC Nijmegen*2 - 1 Excelsior Rotterdam
SC Heerenveen4 - 2 RBC Roosendaal
Vitesse Arnhem 1 - 5 FC Groningen
Roda Kerkrade 0 - 2 PSV Eindhoven

* ai supplementari
** ai rigori

Anche questo turno della KNVB Beker è stato ricco di goal e di emozioni.
L'AZ non si cura della crisi che economica-societaria che la riguarda e travolge lo Spakenburg nei supplementari dopo che la squadra dilettantistica della provincia di Utrecht raggiunge il 2-2 al novantesimo minuto.
Vittoria roboante anche per il Groningen ai danni di un Vitesse capace di segnare, in casa, il goal della bandiera con Kaya durante l'ultimo minuto di gioco. Chiara l'intenzione degli uomini di Theo Bos di concentrarsi sull'Eredivisie ed evitare di andare avanti in coppa.
Quattro goal anche per l'Heerenveen. I frisoni travolgono il Roosendaal, nonostante la doppietta del capitano Sjoed Ars.
Nette le imposizioni sul campo di Twente e PSV, anche se la squadra di Eindhoven è stata chiamata ad un compito più difficile, avendo affrontato il Roda al Parkstad di Limburg.
Il NEC vince a fatica sull'Excelsior, mentre guadagnano la qualificazione i dilettanti del Baronie e del WHC.


Heracles Almelo 3-0 Haarlem
Sparta Rotterdam** 1–1 VVV Venlo
Helmond Sport 5-0 ASWH
Go Ahead Eagles* 4-2 FC Emmen
De Treffers 1-6 NAC Breda
Jong De Graafschap* 1-0 FC Zwolle
Feyenoord 2-0 FC Den Bosch

* ai supplementari
** ai rigori

L'Heracles Almelo mai messo in difficoltà dall'Haarlem, squadra di Eerstedivisie. Reti di Bas Dost e Everton nel primo tempo, seguite dalla marcatura di Mark Jan Fledderus nei secondi 45 minuti.
Molto più dura la sfida per lo Sparta contro il VVV, guidati dal bomber di chiare origini italiane Sandro Calabro, ancora in rete questa sera. Di Kevin Strootman la rete del pareggio che ha portato la gara a decidersi ai rigori. Per lo Sparta rigore decisivo di Adeleye.
Vittoria agevole per il NAC Breda contro i dilettanti del De Treffers. 6-1 per il divertimento del pubblico. Le reti sono state di Leonardo (doppietta), Matthew Amoah, Anthony Lurling, Donny Gorter e Csaba Feher.
Grazie all'ottimo difensore Andre Bahia il Feyenoord si porta in vantaggio sul Den Bosch. Di testa la sua deviazione da un calcio d'angolo. A partita quasi finita, il raddioppio di Stefan Babovic, stellina della squadra di Rotterdam.
Sorpresa, tra tutte le partite, è stata la vittoria del Jong De Graafschap, ovvero la primavera della squadra di Eerstedivisie, che elimina lo Zwolle. Qualificazione agevole anche per l'Helmond Sport ed il Go Ahead Eagles.


Mi sono divertito a compilare una ideale formazione per l'undicesima giornata di Eredivisie. Sorpresa in porta, dove fa capolino il giovanissimo estremo difensore Levita, battuto da Lurling del NAC Breda nonostante una grandissima prestazione. Posto fisso, in attacco, per Luis Suarez, attaccante dell'Ajax nel mirino di grandi club europei!

Formazione: 4-2-3-1

Portiere

Ohad Levita (RKC): Il giovane israeliano ha condito il suo debutto con la maglia dell' RKC con delle fantastiche parate che hanno messo la sua squadra in condizione di ottenere un buon risultato fino alla fine. Sfortunato, alla fine, a perdere la partita con il NAC

Difensori

Gregory van der Wiel (Ajax) : prestazione da applausi per l'under 21 oranje. Senza dubbio uno dei migliori in campo, come testimonia anche il goal segnato dopo un bellissimo scambio con De Zeeuw.

Francisco Rodriguez (PSV) : se il NEC di Bjorn Vleminckx non è riuscito a segnare, è merito anche del difensore messicano, quasi perfetto per tutta la partita, durante la quale non ha disdegnato delle sortite offensive.

Ron Vlaar (Feyenoord) : baluardo della difesa del Feyenoord. Mai messo in difficoltà Calabro ed i suoi compagni del VVV.

Dwight Tiendalli (Twente) : L'ex Feyenoord, lanciato in campo per l'assenza di Rajkovic ha avuto un ruolo vitale nella vittoria per 4-0 del Twente. Difficilmente in difficoltà, non ha lesinato le spinte sulla fascia per aiutare i suoi compagni del reparto offensivo. Come se non bastasse, il suo goal dalla distanza è una gemma da rivedere!

Mediani

Orlando Engelaar (PSV) : Anche se non ha ancora recuperato del tutto la splendida forma dell'Europeo 2008, Engelaar ha distribuito degli ottimi passaggi, fungendo da diga a difesa del reparto arretrato del PSV.

Erik Falkenburg (Sparta) : Man of the match nella partita vinta dallo Sparta sul Den Haag per 3-2. Oltre alla tripletta, è stato onnipresente al centro del campo, toccando quasi ogni pallone.

Centrocampisti offensivi

Moussa Dembele (AZ) : Il versatilissimo attaccante belga si mostra chiaramente pronto a spiccare il volo in qualche campionato più impegnativo. Corsa, intelligenza e dribbling per tutto il primo tempo, anche se, come tutti i compagni di squadra, è stato oscurato dal secondo tempo dell'Ajax.

Ibrahim Afellay (PSV) : Sfortunato a non trovare la rete, ha avuto comunque un ruolo determinante nella vittoria contro il NEC Njimegen.

Miroslav Stoch (Twente) : il giovane difensore del Groningen Sepp de Roover ricorderà a lungo i dribbling del giovane slovacco. A garantirgli il posto nella formazione della settimana, oltre al numero di cross impressionante fornito agli attaccanti, il gol che dopo soli 5 minuti ha spianato la strada al Twente.

Attaccante

Luis Suarez (Ajax) : 15 gol in 11 partite. Due segnati contro l'AZ. Non c'è bisogno di aggiungere altro.


Dirk Scheringa ha sempre dichiarato di voler fare grande l'AZ, di volerlo rendere un top team in Olanda ed una nuova realtà del calcio europeo. Per farlo, non lo ha mai nascosto, ha sempre usato i fondi della DSB, la Dirk Scheringa Bank, consorzio dal quale ha attinto a piene mani per investire fortemente nel progetto AZ. Nel 2005 è riuscito a portare l'allenatore-leggenda Louis Van Gaal a guidare il suo gruppo, ottenendo subito risultati importantissimi: il secondo posto nel 2006 e, nella stagione seguente, la testa della classifica fino all'ultima giornata, quando l'Excelsior, apparsa come vittima sacrificale prima della vittoria del campionato, si rese protagonista di una scioccante vittoria che frantumò il sogno di gloria di Scheringa, Van Gaal e dei suoi giocatori. La stagione seguente fu caratterizzata da un cambio generazionale tra gli uomini a disposizione di Van Gaal. La dipartita di tanti senatori è corrisposta all'acquisto, da parte di Scheringa, di tanti giovani di prospettiva (tra i quali anche l'italiano Graziano Pellè), grazie ai quali, nella scorsa stagione, l'AZ di Alkmaar ha vinto il suo secondo titolo di Landskampioenen.
Rispetto alla scorsa stagione, hanno lasciato il gruppo solo due elementi: Louis Van Gaal, passato ad allenare il Bayern di Monaco, e Remy De Zeeuw, attratto dalla fama dell'Ajax. I tanti giovani della squadra, invece, sono rimasti per crescere insieme mirando, anche grazie ai probabili innesti che sarebbero dovuti arrivare grazie agli introiti della Champions League, a diventare la quarta grande d'Olanda, insidiando il posto sul podio di una tra Ajax, Psv e Feyenoord.
Lo scenario prospettico, però, è totalmente cambiato nell'ultimo mese.
La DSB Bank, infatti, ha di recente dichiarato la bancarotta, chiudendo ogni porta di un possibile sviluppo del club.
La Dirk Scheringa Bank, infatti, era lo sponsor principale della squadra: forniva alle casse del club introiti pari a quasi 6 milioni di Euro all'anno per avere il suo logo sulla maglia dei campioni d'Olanda (se ci avete fatto caso, nelle ultime partite di Champions ed Eredivisie l'AZ gioca senza sponsor) e rappresentava comunque una garanzia di entrate alla squadra allenata, quest'anno, da Ronald Koeman.
Un portavoce della squadra ha già parlato di riduzione del budget per l'anno prossimo, oltre ad un notevole taglio del monte ingaggi che provocherà un probabilissimo fuggi-fuggi da parte dei giocatori. E' risaputo, anche, che la squadra rischierebbe ancora di più se non dovesse trovare un nuovo sponsor disposto a regolare le pendenze del vecchio.
Oggi il crollo della DSB andrà sicuramente a colpire le ambizioni dell'AZ, ridimensionandola notevolmente e posizionandola nella zona medio-alta dell'Eredivisie. Nonostante ciò, molti tifosi si dicono ancora fiduciosi circa le ambizioni del club, ma non va dimenticato che un caso simile si è verificato già nei primi anni 80, quando i fratelli Molenaar investirono parecchi soldi nella squadra, arrivando a vincere il primo titolo per l'AZ, la Coppa d'Olanda e la finale di Coppa Uefa. Ancora una volta, la storia si ripete...Infatti, Klaas e Cees Molenaar , scontenti di dell'ambiente che li circondava, lasciarono l'AZ e la città di Alkmaar facendo sprofondare la squadra in Eerstedivisie in pochi anni.


Ufficialmente i biglietti per il campionato olandese possono essere acquistati solamente in Olanda. Bisogna registrarsi e prendere una "club card" come primo passo. Questo può esserer fatto solo tramite il network Ticketbox (www.ticketbox.nl). C'è bisogno di mostrare un documento e di portare due fototessere. Con la club card sarà possibile acquistare i biglietti via internet (sempre da www.ticketbox.nl) allo stadio, nel giorno della partita o nei botteghini ufficiali durante la settimana. Il club più grandi in genere hanno un numero di abbonati elevato, ciò comporta che sono pochissimi i biglietti che vanno in vendita e, per le partite di cartello, è praticamente impossibile acquistare biglietti.

Per chi fosse interessato alle partite dell'Ajax, Psv e Feyenoord, esistono dei pacchetti viaggio + biglietto della partita. Maggiori informazioni sono sui siti delle squadre.

Come ultime, disperate, alternative,posso consigliarvi di chiedere a qualche spettatore il favore di comprare il biglietto per voi. In genere gli olandesi sono molto gentili con gli stranieri e quindi non dovrebbero fare troppi problemi. Seconda opzione è quella di contattare direttamente il club nella speranza che, sentendovi disperati, possano concedervi qualche possibilità per l'acquisto dei biglietti.


Leo Beenhakker,recentemente licenziato dalla nazionale della Polonia, è il nuovo direttore sportivo degli olandesi del Feyenoord. Per lui contratto fino a giugno del 2011.


La provincia settentrionale della Frisia è un posto "diverso". Solo 640,000 persone vivono in quella zona d'Olanda,che ha il proprio inno nazionale e la propria identità linguistica (non si parla di dialetto!): il frisone, una lingua che ricorda molto gli idiomi scandinavi.
La bandiera frisone, che ha strisce blu e bianche diagonali con delle foglie rosse a forma di cuore si ritrova sulla storica uniforme del club. Potrete vedere questa bandiera sventolare ovunque nella piccola cittadina di Heerenveen, 30,000 abitanti. Lo stadio è sempre esaurito e prima di ogni partita l'inno frisone viene cantato a squarciagola dai presenti.
Proprio lo stadio è intitolato ad un eroe frisone: Abe Lenstra (1920-1985).
I tifosi più anziani ricordano ancora la data del 7 Maggio 1950, quando lo Sportclub Heerenveen sconfisse l'Ajax di Rinus Michels per addirittura 6 reti a 5, in quella che molti reputano la più leggendaria partita del calcio olandese. L' Heerenveen era sotto 1-5 a venticinque minuti dalla fine. Nessuno sa spiegare di preciso cosa accadde, ma il Sig. Lenstra cambiò totalmente marcia alla sua squadra portancola allo storico trionfo. Quest'impresa fece si che Lenstra cadesse nelle mire di clubs italiani e francesi, ma lui volle sempre rimanere a casa, nel "suo" stadio.

Il legame per la tradizione frisone ed folklore che accompagnava il club fece dell'Heerenveen la seconda squadra di ogni buon olandese. E' sempre stato facile per gli altri tifosi simpatizzare per l' SC Heerenveen, anche perchè sia i giocatori che i tifosi stessi erano amichevoli sul campo quanto sugli spalti. Si trattava, insomma di una squadra divertente ma anche un pò naif.

La seconda promozione, nel 1993, significò l'inizio di uno dei più grandi successi del calcio olandese moderno. Guidato da due frisoni, il presidente Riemer van der Velde e l'allenatore Foppe de Haan, che allenò il club dal 1985 al 2004 (solo l'allenatore dell'Auxerre Guy Roux rimase più a lungo sulla panchina), l'Heerenveen cominciò ad arrampicarsi sempre più in alto nella seconda metà degli anni 90. Il 1993 fu anche l'anno della finale di Coppa Olandese, ma l'Ajax di Van Gaal si dimostrò troppo superiore e, con un roboante 6-2, si vendicò della sconfitta di una trentina di anni prima.

Un nuovo stadio, ovviamente nominato nuovamente Abe Lenstra Stadium, una più marcata professionalità ed il supporto di fans devoti e degli sponsor concessero una seconda possibilità all'Heerenveen, che così potè aumentare il proprio budget. Il 1997 terminò con una seconda finale di Coppa nazionale, persa contro il Roda JC, ed in quegli anni la squadra si qualificò anche in UEFA. Ma tutto questo passa in secondo piano di fronte all'incredibile risultato della stagione 1999-2000: una spettacolare e storica qualificazione in Champions League. I risultati non furono ottimi, ma tutto ciò contava poco per la gente della Frisia, estasiata per aver conosciuto il circo milionario dell'Europa che conta.

L'Heerenveen ha ottimi - ma sottostimati - settori giovanili e talent scout: dalla squadra inferiore è uscito van Nistelrooy anni fa e Klaas-Jan Huntelaar più recentemente, acquistati per tanti milioni da PSV ed Ajx.
Oggi, l'Heerenveen è il tipico club che vuole diventare grande rimanendo piccolo, tenendo un profilo basso. E se chiederete ad un tifoso come la loro squadra pensa di vivere il calcio moderno dei soldi e del business, vi sentirete rispondere: "Vedremo come andrà a finire. Ma una cosa è certa: ci divertiremo da matti." così come rispose Foppe de Haan, allenatore dell'Olanda U-21 che ha vinto due europei consecutivi (2006 e 2007) alla domanda circa un pronostico sull'andamento della sua squadra alla manifestazione continentale.


Mario Been è un uomo di grande esperienza e sa bene che una bella vittoria in un amichevole estiva non significa niente, ma può essere una buona iniezione di fiducia per una squadra giovane che nella scorsa stagione ha sofferto di un calo verticale verso il basso.

"Con questa vittoria abbiamo dimostrato di non dover aver paura di nessuno a casa nostra". L'anno scorso il Feyenoord finì le amichevoli estive con tre sconfitte (contro Celtic, Benfica e Borussia Dortmund) e con tanti infortunii ed una conseguente frustrazione che ha avuto ripercussioni per tutto il resto del campionato.
Quest'anno, una doppia vittoria con Sporting Lisbona e Sampdoria non può che significare una inversione di tendenza.
L'approccio al gioco è totalmente cambiato: mentre con Verbeek si aveva una maggiore forza fisica, con Been è la palla ad essere il principale oggetto di lavoro. La strategia è altrettanto importante e, nonostante i vari errori avuti contro la Samp, gli schemi sembrano essere assimilati meglio giorno dopo giorno.
Oltre al possesso palla ed all'interazione tra i vari giocatori, la vera arma in più sembra essere la velocità del nazionale ivoriano Cissè, che ha nettamente surclassato Stankevicius. L'altro acquisto, Dani Fernandez, ha ben fatto sulla corsia di destra della difesa, ruolo che ha creato molti problemi negli anni scorsi.

Il vantaggio del Feyenoord è arrivato dopo 20 minuti, quando Leroy Fer ha incornato un cross dal calcio d'angolo di Van Bronckhorst. Un fallo di mani di Rossi su tiro di Makaay ha letteralmente posto la parola fine alla partita: cartellino rosso per il difensore e calcio di rigore per il Feyenoord, trasformato da Luigi Bruins, che ha rubato la scena proprio a Makaay, specialista dagli undici metri.

Mario Been non ha preso bene l'espulsione, ma solo in quanto ha cambiato totalmente gli equilibri, costringendo la Samp a difendersi ancora di più, ammazzando così il match. Dall'altra parte, neanche Cassano ha digerito le scelte arbitrali di Wiedemeijer. Il talento della Bari vecchia, di fronte ad una scelta non condivisa, ha deciso letteralmente di buttare la partita, che si è chiusa con il terzo gol di De Guzman, subentrato nel secondo tempo.


Il centrocampista, oltre che della nazionale Oranje, dell'Az di Alkmaar, Remy De Zeeuw, è stato messo fuori rosa dal neo allenatore Ronald Koeman. Il messaggio è chiaro: L'AZ non vuole problemi all'interno dello spogliatoio e non ha bisogno di giocatore demotivati.Destinatario del messaggio è sicuramente De Zeeuw, apparso poco concentrato e non motivato, ma le parole di Koeman sono destinate anche all'Ajax, chiaramente interessata ad acquisire le prestazioni del giocatore.Il presidente Scheringa non è parso minimamente interessato ad ascoltare le offerte del club capitolino, che pare sfiorino i 4 milioni di euro.De Zeeuw non ha partecipato alla partita amichevole tra Az ed Amburgo, vinta dai tedeschi per una rete a zero, ma nonostante fosse in campo, è stato invisibile anche la settimana scorsa nell'altra sconfitta di misura contro il Bruges.A questo punto, pochi giorni prima della sfida per la Johan Cruyiff Cup, l'equivalente della Supercoppa italiana in Olanda, Koeman preferisce puntare su Wernbloom, acquistato per rimpiazzare proprio De Zeeuw, perchè non si vogliono, in squadra, giocatori che non sono motivati a giocare per il proprio club.La palla passa, ora, ai dirigenti dell'Ajax.


ADO Den Haag

Raily Ignacio A Westlandia
Levi Schwiebbe C Haarlem
Ricky van den Bergh C Heracles Almelo

Boy Waterman PAZ
Fabio Caracciolo A FC Den Bosch

Hans van de Haar A AGOVV
Rick Hoogendorp A
Samir El Moussaoui D FC Den Bosch
Virgilio Teixeira D Scheveningen


Ajax

Albert Luque A Malaga
Dennis Rommedahl A NEC
George Ogararu D Steaua Boekarest

Dennis Gentenaar P VVV Venlo
Donovan Slijngard D Sparta
Leonardo Vitor Santiago A
Robbert Schilder C NAC Breda
Thomas Vermaelen D Arsenal


AZ Alkmaar

Pontus Wernbloom C IFK Göteborg
Chevello de Rijp A Telstar
Boy Waterman P ADO Den Haag
Kemy Agustien C Birmingham City
Milano Koenders D NEC
Ryan Donk D West Brom
Simon Cziommer C FC Utrecht
Furdjel Narsingh A Telstar
Gregory Nelson A RBC Roosendaal
Julian Jenner A Vitesse
Rogier Molhoek C Vitesse
Toni Kolehmainen C


FC Groningen

Danny Post C HFC Haarlem
Jeffrey Rijsdijk C Sparta
Michael Jansen D SC Cambuur
Serhat Koc A FC Eindhoven

Jeroen Veldmate D Helmond Sport

Serdar Öztürk A
Gijs Koopmans P
Paul Matthijs C BV Veendam
Yevgeni Levchenko C


FC Twente

Tjaronn Chery C Cambuur
Luuk de Jong A De Graafschap
Nashat Akram C Al Gharafa
Nicky Kuiper D Vitesse
Slobodan Rajkovic D Chelsea

Jules Reimerink A Go Ahead Eagles
Edson Braafheid D Bayern München
Patrick Gerritsen A Go Ahead Eagles
Ramon Zomer D NEC

Wout Droste D Go Ahead Eagles

FC Utrecht

Jacob Mulenga A Chateauroux
Nana Asare D KV Mechelen
Dries Mertens C AGOVV
Jan Wuytens D Heracles Almelo
Kevin Vandenbergh A Germinal Beerschot
Ricky van Wolfswinkel A Vitesse

Nick Kuipers D FC Dordrecht
Etienne Shew-Atjon D nog niet bekend
Kees van Buuren D FC Den Bosch
Simon Cziommer C AZ


Feyenoord

Dani Fernandez D NEC
Erwin Mulder P Excelsior
Nicky Hofs C Vitesse
Glenn Kobussen C Go Ahead Eagles
Henk Timmer P
Jeffrey Altheer D

Michael Mols A
Serginho Greene D
Sherif Ekramy P El Gouna FC
Theo Lucius C

Heracles Almelo

Elias Pech C Hertha BSC
Peter Reekers D VVV Venlo
Resit Schuurman D De Graafschap

Serdar Gökkaya A nog niet bekend
Nino Beukert A HSC'21
Bartek Pacuszka D FC Twente
Emmanuel Boakye D Sparta
Jan Wuytens D FC Utrecht
Karim Bridji A

Lukas Bajer C Sigma Olomouc
Marnix Smit D SVZW
Remko Pasveer P Go Ahead Eagles
Ricky van den Bergh C ADO Den Haag


NAC Breda

Aykut Demir D Excelsior
Robbert Schilder C Ajax
Rogier Veenstra A Haarlem

Michiel Kramer A FC Volendam

NEC

Björn Vleminckx A KV Mechelen
Rick ten Voorde A FC Emmen
Ramon Zomer D FC Twente
Rens van Eijden D PSV

Jean Black A FC Eindhoven
Dani Fernandez D Feyenoord
Dennis Rommedahl A Ajax
Dominique Scholten C

Karim Fachtali A
Mark van den Boogaart C

Milano Koenders DAZ
Rachid Bouaouzan A Wigan Athletic
Tim Janssen A Esjberg FB


PSV

Andre Ooijer D Blackburn Rovers
Cassio Ramos P Sparta
Genero Zeefuik A FC Omniworld
Reimond Manco A Willem II
Stijn Wuytens C De Graafschap

Jasper Waalkens C Willem II
Eric Addo D Roda JC
Jason Culina D Gold Coast United
Jeremy Brechet D Sochaux
Rens van Eijden D NEC

RKC Waalwijk

Derk Boerrigter A FC Zwolle
Humphrey Rudge D

Roda JC

Eric Addo D PSV
Harrie Gommans A Roeselare
Jan-Paul Saeijs D Southampton
Mads Junker A Vitesse

Rihairo Meulens A Vitesse
Wesley Schors A MVV
Marcel Meeuwis C Borussia Mönchengladbach


SC Heerenveen

Samir Fazli C FK Makedonija
Cecilio Lopes A FC Dordrecht
Henrico Drost D De Graafschap
Michal Papadopulos A Mlada Boleslav
Reza Ghoochannejhad A FC Emmen

Robin Huisman de Jong D
Pavel Wojciechowski A FC Emmen

Andre Hanssen C
Danijel Pranjic C Bayern München
Hans Vonk P Ajax Cape Town
Jeroen Drost D Vitesse

Lesley Fellinga D
Timmi Johansen D Odense BK


Sparta

Donovan Slijngard D Ajax
Emmanuel Boakye D Heracles Almelo
Jeffrey Vlug A RBC Roosendaal
Tim Bakens D FC Volendam

Marvin van der Pluijm C FC Den Bosch
Jeffrey Rijsdijk C FC Groningen
Cassio Ramos P PSV
Cees Toet C RBC Roosendaal

Cor Varkevisser P
Jerold Promes D
Kim Jaggy D

Krisztian Vermes D Ujpest FC
Maciej Wilusz D


Vitesse

Wilco den Hartog C GVVV
Dalibor Stevanovic C Maccabi Petach Tikva
Jeroen Drost D SC Heerenveen

Julian Jenner A AZ
Lasse Nilsson A Saint-Etienne
Rogier Molhoek C AZ

Abubakari Yakubu C
Jaime Bruinier C AGOVV
Mads Junker A Roda JC
Nicky Hofs C Feyenoord
Nicky Kuiper D FC Twente
Ricky van Wolfswinkel A FC Utrecht
Rihairo Meulens A Roda JC


VVV Venlo

Achmed Ahahaoui A Go Ahead Eagles
Dennis Gentenaar P Ajax
Ruud Boymans A Fortuna Sittard

Robert Willemse D
Danny Wintjens P
Leon Kantelberg A
Mike Mampuya D
Peter Reekers D
Samir El Gaaouiri A


Willem II

Jasper Waalkens C PSV
Rangelo Janga A Excelsior
Christophe Gregoire C Charleroi
Jose Valencia Murillo D FC Eindhoven
Niki Maenpaa P FC Den Bosch

Bruno Appels P FC Den Bosch
Ibad Muhamadu A Dynamo Dresden
Niels Vorthoren A FC Den Bosch
Reimond Manco A PSV
Rens van Eijden D PSV
Steef Nieuwendaal C FC Den Bosch



Chiedo scusa per la mia assenza dal web, ma ho avuto tanti problemi che mi hanno impedito di aggiornare costantemente il blog...anche per questo,cerco collaboratori!

  • L'Olanda ha preparato i bagagli. Destinazione: Sudafrica. La nazionale Oranje, battendo la modesta Islanda, si è qualificata come prima squadra europea ai mondiali del 2010. Tremenda la pressione apportata in area avversaria dagli uomini di Van Marwijk, così che rapidamente (15 minuti) si trova il doppio vantaggio con Nigel de Jong e Mark Van Bommel, con i loro -rispettivamente- primo e ottavo goal con la maglia della rappresentativa olandese. Il risultato sarebbe potuto essere più largo se solo Kuyt, Van Persie, Huntelaar e Van der Vaart avessero superato il portiere islandese o, in più di un caso, la traversa.
    Minimo sforzo ma massimo risultato. Questo è quel che si può pensare guardando il risultato finale: un 2-1 grazie al goal del finale della ruvida nazionale islandese. Ma mai si potrebbe andare più lontani dalla verità. La nazionale di Van Marwijk, accompagnato in panchina da Frank de Boer e Phillip Cocu, sta giocando un ottimo calcio e merita pienamente la qualificazione ai mondiali. Come dichiarato da Heitinga, difensore che dopo 17 anni (!) all'Ajax è passato la scorsa estate all'Atletico Madrid, l'Olanda sta crescendo come squadra, ma nel senso di gruppo. Tutto sta succedendo a partire dal ritiro per gli europei in Austria e in Svizzera. Oggi si è in una fase più avanzata e si spera di poter arrivare al top l'estate prossima.
    Intanto, domani si gioca al De Kuip di Rotterdam Olanda - Norvegia, partita per la quale ci sarà il tutto esaurito: 42mila persone pronte a salutare i propri idoli e a ringraziarli per la prematura qualificazione!
  • Dopo delle pirotecniche semifinali, i playoff per l'accesso in Europaleague hanno regalato agli appassionati dell'Eredivisie una finale che ha regalato solo due goals per gara in altrettante partite. Dopo l'1-1 dell'andata, il Groningen (favorito, a mio avviso) è capitolato sotto i colpi di Amoah e Feher, che hanno regalato la vittoria e l'accesso all'ultimo posto disponibile in Europa League, la nuova coppa Uefa.
  • Van Gaal, dopo il suo passaggio al Bayern Monaco, porta con se Daniel Pranjic, esterno sinistro 27enne dell' Herenveen. L'ex allenatore di Ajax, Barcellona ed, in ultimo, Az di Alkmaar, neo campione d'Olanda, ha anche strappato ai lancieri il terzino Edson Braafheid, pagando i 2 milioni e mezzo necessari per strapparlo al Twente.
  • L'Ajax, oramai pronto a salutare Vermaelen, prossimo ad accasarsi all'Arsenal, ha seriamente intenzione di mettere sotto contratto Ivan Obradovic, valutato dal Partizan Belgrado circa 7 milioni. I capitolini, però, per assicurarsi il ventenne difensore mancino, dovranno battere la concorrenza di squadre come la Juventus ed il Barcellona.
  • Movimenti in difesa anche per il Feyenoord, desideroso di tornare ai fasti di un tempo dopo un annata quasi disastrosa. E' praticamente fatto l'ingaggio del difensore del Nec Nimega Dani Fernandez. Lo spagnolo firmerebbe un contratto triennale.


Dopo due semifinali ricchissime di goal, il Nac Breda ed il Groningen, rispettivamente ottavo e sesto nella classifica finale di Eredivisie, si sfidano per l'accesso alla Europa League, la nuova Coppa Uefa.
Sorprendente il risultato con cui la squadra di Breda ha eliminato il più blasonato Feyenoord, protagonista di una stagione pessima: 4-0 al De Kuip.
I playoff sono stati davvero divertenti e ricchi goal. Il Nac, prima della straordinaria vittoria contro la squadra di Rotterdam, aveva vinto in casa per 3-2, subendo due reti dal dischetto.
Nell'altra semifinale, mattatore è stato Marcus Berg, attaccante svedese del Groningen, che con una doppietta ha fissato il risultato sul 4-0, dopo che l'Fc Utrecht, all'andata, aveva pareggiato in estremis per 3-3.
Così, la vincente della sfida del 28 maggio, si aggiungerà ad Ajax, Psv ed Herenveen per comporre un quartetto che, si spera, non sfigurerà in Europa.


Trond Sollied, al suo debutto su di una panchina olandese, è emerso dall'anonimato portando l'Heerenveen a vincere la KNVB Beker.
Il match comincia subito male per i Tukkers, costretti dagli infortuni di Arnautovic e Wisgerhof nel primo quarto d'ora, a cambiare subito le carte in tavola. Intorno alla mezz'ora la migliore organizzazione dei frisoni porta al vantaggio: perfetta punizione di Grindheim dalla destra e Goran Popov, macedone compagno di nazionale di Pandev, trasforma da pochi passi.
Dieci minuti dopo l'inizio della ripresa, grazie ad una combinazione N'kufo - Elia, conclusa da quest'ultimo, il Twente trova il pareggio.
Nonostante le tante occasioni, il match si chiude con un pareggio così che, dopo i novanta minuti regolamentari, sarà necessaria un altra mezz'ora per assegnare il titolo.
L'Heerenveen, così, ritorna in vantaggio ad otto minuti dalla fine, con un bel tiro di Kalou che finisce alle spalle di Boschker complice una deviazione di Douglas. Il futuro per la squadra della regione della Frisia sembra scritto, ed è quello roseo dei campioni, ma ancora una volta il Twente reagisce e nei secondi finali trova il pareggio con Hersi, che devia in rete un lunghissimo lancio dalle retrovie.
Proprio Hersi, per un attimo eroe dei tifosi, sbaglierà il rigore, tirandolo alto.
L'Heerenveen vince, così, una emozionantissima finale di coppa d'Olanda!


tratto da calciointernazionale.it
L'Az Alkmaar ha annunciato, attraverso il proprio sito web, il nome del prossimo allenatore. Si tratta di Ronald Koeman, ex tecnico di Ajax, Psv e Valencia, che sostituisce quindi sulla panchina dei campioni d'Olanda Louis Van Gaal, ingaggiato dal Bayern Monaco.



Ha iniziato la sua carriera come ala nelle giovanili dell'Ajax ma, su consiglio di Van Gaal, che schiettamente gli disse di essere inadatto a quel ruolo, si trasferì in prestito al Groningen per poter giocare in una posizione più arretrata e tornare alla casa madre dove si sarebbe affermato come uno dei migliori terzini di quegli anni in squadre come l'Ajax, il Barcellona ed il Milan (ma in Italia non fu una esperienza indimenticabile..) e riuscendo a giocare 72 partite con la maglia Oranje.


"Ho vinto la Champions league con l'Ajax e sei titoli nazionali, raggiunto le finali con il Barcellona e giocato in tante grandi squadre europee, ma la maglia della nazionale è quella che da più soddisfazioni. Lavori duramente per giocare un Europeo o un Mondiale e sai che sarai seguito da tutto il mondo e che sfiderai i più forti. Davvero, non c'è niente di meglio.. "


Reiziger non nasconde il suo orgoglio per le 72 presenze in Nazionale, ricordando il suo esordio, nel match pareggiato 1-1 contro la Norvegia. Scelto per rappresentare l'Olanda dopo solo tre partite di campionato ed una di Champions, Reiziger è stato quasi sempre presente nelle gare della nazionale dal 1995 al 2004, giocando un mondiale (1998) e tre europei (1996,2000 e 2004).

"La migliore gara? Sicuramente quella con l'Argentina, nei quarti di finale del Mondiale francese. E' una partita che ha tutto quello che serve per essere ricordata per sempre: tifo passionale, bel calcio ed un finale-thrilling. Il goal di Bergkamp, poi, fu un vero capolavoro... "


Oggi Michael Reiziger vive con la famiglia, guardandosi intorno per decidere cosa fare. Avendo abbandonato il calcio nel 2007, vestendo la maglia del PSV, oggi studia per prendere il patentino da allenatore. Di recente, infatti, ha seguito Dick Advocaat sulla panchina dello Zenit San Pietroburgo. Avendo lavorato con allenatori del calibro di Van Gaal, McLaren ed Hiddink, Reiziger sa di aver avuto buoni maestri per la sua prossima carriera in panchina. "Da dove iniziare. Questo è il grande dubbio che attanaglia tutti i novizi della panchina. Di sicuro non da una grande squadra, perchè quello è un ruolo molto complicato. Avendo giocato in Inghilterra e Spagna, nei campionati più competitivi, so cosa mi aspetta e credo di potercela fare".



Fonte: Gazzetta.it

La sacca è arancione, ovvio. L’ar­gomento di conversazione è più o meno quello di sempre: il calcio spettacolo. Non in sen­so estetico, ma nel senso di spettacolo del calcio. Sexy fo­otball, lo chiamava Ruud Gul­lit. Johan Cruijff non ha un no­me specifico, ma in testa ha un’idea: la gente deve andare allo stadio e divertirsi. «La co­sa che mi sorprende del vostro campionato sono gli stadi vuo­ti. Un peccato». Cruijff è in Ita­lia per il torneo di golf della Fondazione Vialli e Mauro. Van Basten, altro golfista, ha da poco lasciato l’Ajax. Con Marco, Cruijff avrebbe dovuto lavorare al club di Amster­dam, ma i due hanno avuto «divergenze tecniche» prima ancora di cominciare. Ora che l’avventura è finita, Van Ba­sten viene già segnalato sulla panchina del Milan. «In Italia è sempre così», sorride Cruijff. «Quando c’è da parlare di un nuovo allenatore per il Milan i nomi sono sempre gli stessi: Van Basten, Rijkaard, Gullit».

Ma Van Basten secondo lei è pronto per allenare il Milan? «Perché no? Anche di Guardio­la dicevano che non aveva esperienza e avete visto che co­sa è riuscito a fare. Marco è sta­to un grande campione, ha tan­ta esperienza dello spogliato­io e essere allenatori è domina­re lo spogliatoio. Perciò sì, cre­do che sarebbe preparato».

Che cosa pensa del livello del­la serie A? «La seguo per il mio lavoro co­me commentatore tv. E’ inte­ressante, ma la prima cosa che si nota è il poco pubblico negli stadi».

C’è una squadra italiana che ama? «Da ragazzino tifavo Juve. Ma non è questione di squadra, amo il football in generale e bi­sognerebbe chiedere ai vostri tifosi perché non vengono più a vedere le partite».

Quella italiana, crede sia una crisi tecnica o economica? «Il calcio è passione, non stia­mo parlando di soldi. Nei vo­stri stadi era così anche 3-4 an­ni fa e allora il mondo non era economicamente in crisi. Nè i club, né le persone».


Van Basten lascia l'Ajax

on 06/mag/2009

fonte: gazzetta.it

Le strade di Marco Van Basten e dell'Ajax si dividono. Il "cigno di Utrecht" si è dimesso dalla carica diallenatore, lo ha annunciato oggi lo stesso club olandese. "La ragione principale della decisione presa da Van Basten è che non ha raggiunto i suoi obiettivi e non si sente in grado di migliorare la prossima stagione", si legge nel comunicato diffuso dalla società.
FUORI DALLA CHAMPIONS - Il 44enne ex giocatore del Milan era giunto all'Ajax nel luglio 2008 dopo quattro anni alla guida della nazionale olandese. La prima stagione di Marco Van Basten alla guida dell'Ajax è andata davvero male per il club di Amsterdam, che dopo aver perso la possibilità di lottare per il titolo con l'Az Alkmaar non ha neppure ottenuto la qualificazione alla prossima Champions League, l'obiettivo dichiarato. Dopo essere stati umiliato nell'ultimo turno di campionato per 4-0 sul campo dello Sparta Rotterdam, l'Ajax chiuderà il torneo fuori dall'Europa che conta.
FUTURO ROSSONERO? - Nei giorni scorsi, Van Basten aveva ammesso il fallimento, dichiarandosi "parzialmente responsabile" dei cattivi risultati della squadra. Indebolita dalle partenze di John Heitinga e Klas-Hans Huntelaar (il primo per l'Atletico Madrid, il secondo sulla sponda opposta del Real), la rosa non è stata adeguatamente irrobustita dagli innesti di vari Sulejmani, Cvitanich, Wielaert, autori di un campionato sotto tono. Anche il tecnico però ha le sue responsabilità, come l'allontanamento del portiere Maarten Stekelenburg, titolare in nazionale orange, per l'inesperto Kenneth Vermeer, il quale si è dimostrato non all'altezza del collega. Ora ci si interroga sul futuro di Van Basten: sono già molte le voci secondo cui sarebbe destinato al Milan, in caso di separazione da Ancelotti.


L'Ajax, ospite a Rotterdam, affronta uno Sparta in lotta per non finire nei playout. Dopo una sconfitta ed un pareggio, giocarsi la vittoria dei lancieri in piena corsa per il secondo posto mi pare d'obbligo, anche vista la quota (1.50). I diretti concorrenti dei biancorossi di Amsterdam nella corsa al secondo posto sono i Tukkers, ovvero il Twente che affronta in casa i neo campioni d'Olanda dell'AZ. Due settimane fa hanno vinto lo scudetto pur perdendo la partita con il Vitesse e la settimana scorsa hanno pareggiato ad Amsterdam contro l'Ajax, quindi credo che Van Gaal ed i suoi giocatori vogliano vincere a tutti i costi. La quota è più che discreta (3.50).Per i meno ambiziosi e coraggiosi, l'1 del Twente è dato a 1.95 .Capitolo UEFA: il PSV appare lanciatissimo e difficilmente sarà il mediocre NEC, peraltro già salvo e senza ambizioni europee, a fermarlo. Prevedo una pioggia di goal di Afellay e soci, quindi senza indugiare, giocate l'1 con handicap (1.62).L'Herenveen ha già la certezza di centrare la UEFA,dato che è in finale di coppa contro il Twente. I Frisoni affronteranno il Den Haag in piena lotta per la salvezza, ma lo faranno con la testa alla finale, mentre per i giocatori del Den Haag sarà la partita della vita. Io azzarderei il 2 per la quota stratosferica (8.00).In ultimo, consiglio la vittoria del Roda contro il Willem II (1.70) perchè i gialloneri, non così perfidi, possono tranquillamente vincere una partita che altrimenti, li consegnerebbe agli squali-playout.

Totale quota azzardata: 115 ----giochi 10 vinci 1150
Totale quota sicura: 8----giochi 10 vinci 80
Quote Bwin.com




Secondo il Bild l'Ajax ed il PSV starebbero monitorando con grande attenzione il croato di origini giordane Anas Sharbini, 22enne centrocampista e capitano del NK Rijeka.
In particolare, il giornale tedesco avrebbe parlato della presenza degli osservatori dei top team olandesi (ma anche di quelli dell'Hoffeneim e del Koln) sugli spalti durante la partita tra il NK Rijeka ed il Belupo, terminata con un tennistico 6-2 in favore dei padroni di casa nel quale il ruolo di protagonista è stato senza dubbio affidato a Sharbini, autore di una tripletta.
Se il PSV è in cerca di un futuro Afellay, ormai giunto alla sua ultima stagione al Philips Stadion di Eindhoven e pronto a trasferirsi in qualche top team europeo, l'Ajax vuole rinforzare ulteriormente i propri ranghi per garantirsi la vittoria del campionato 2009-2010.
Non è da sottovalutare, però, la possibilità che Sharbini scelga di trasferirsi alla Dinamo Zagabria, squadra che aveva fortemente pressato il NK Rijeka già dall'anno scorso per ottenere il giovane croato di origini persiane ma che si era sentito rispondere "picche" alla richiesta di pagarlo meno di 6 milioni di euro, prezzo per il quale il Rijeka lo lascerebbe partire.
Non va dimenticato che anche il Lille, il Liverpool ed altre squadre si sono interessate al centrocampista, che tra l'altro è stato convocato da Bilic (come riserva) per gli Europei del 2008.


L'ex ala funambolica di Ajax, Arsenal e Barcellona, Marc Overmars ha dichiarato di essere pronto ad appendere le scarpette al chiodo. Definitivamente.
Il trentaseienne giocatore di fascia, uno dei più forti e veloci che abbia mai visto giocare, aveva già abbandonato il calcio nel 2004 per dei seri problemi al ginocchio.
Ma il vecchio amore, si sa, non si scorda mai e così Overmars l'anno scorso ha deciso di dare una mano al Go Ahead Eagles, squadra di Eerstedivisie (la seconda divisione olandese) con la quale aveva debuttato nel calcio professionistico nel 1990. Dopo una breve stagione al Willem II, è stato ceduto all'Ajax che, a sua volta, ha venduto il giocatore -all'epoca uno degli esterni sinistri migliori al mondo- all'Arsenal. Il primo anno di Overmars a Londra fu un successo, complice la vittoria del rinomato "double", ovvero di campionato e coppa. Nel 2000 il costosissimo passaggio al Barcellona (per circa 40 milioni di euro), dove è rimasto fino al ritiro per i troppi acciacchi.
Il suo ritorno in patria, però, non è stato dei migliori: 23 le presenze nella seconda divisione olandese, senza nemmeno una rete.


La sua stagione fantastica lo ha (finalmente!)riproposto alla ribalta del calcio europeo. Dopo anni ed anni di campionati di medio spessore, l'AZ guidato da Van Gaal ha infatti dominato il campionato olandese, tornando a laurearsi campione d'Olanda dopo 28 anni e di tutto ciò ne ha guadagnato colui che fece tra il 1994 ed il 1995 dell'Ajax la squadra più forte del mondo, salvo poi smembrarla quasi completamente portando con se al Barcellona quasi tutti i giocatori migliori.
Uscito dal buio e dall'anonimato che aveva contraddistinto i suoi ultimi anni, durante i quali aveva comunque imposto il gioco della sua squadra, non a caso tra le migliori compagini olandesi degli ultimi anni, Van Gaal è stato contattato dalla federazione belga.
Secondo quanto riporta il quotidiano in lingua fiamminga Het Laatste Nieuws, Louis Van Gaal sarebbe il primo candidato alla sostituzione di Vandereycken, molto deludente nel suo lavoro sulla panchina dei "Diavoli rossi".
Sull'onda di quel che ha fatto il collega Guus Hiddink, Van Gaal accetterebbe l'incarico part-time, che lo porterebbe ad essere contemporaneamente allenatore dell'AZ (l'anno prossimo in Champions League) e della nazionale belga, anch'essa piombata in un pesante anonimato al quarto posto del girone, mantenuto grazie ai soli sette punti conquistati (su 18 disponibili) nelle qualificazioni ai mondiali che si terranno in Sud Africa nel 2010.
Il presidente delle Federazione Belga, Francois de Keersmaecker ha confermato l'esistenza di una trattativa che si troverebbe in fase piuttosto avanzata anche perchè l'altro maggiore candidato, l'allenatore belga del Marsiglia, Eric Gerets, avrebbe già declinato l'offerta.


Intervista esclusiva della redazione di TuttoNapoli.net all'agente Fifa, Alberto Faccini, grande esperto del calcio olandese e procuratore tra gli altri in Italia di Afellay ed Arnautovic,


Napoli sulle tracce di Van der Vaart. Ipotesi suggestiva ed affascinante. Ma per ora, purtroppo, soltanto una voce. Per approfondire la pista Vdv, la redazione di TuttoNapoli.net ha deciso di contattare l'agente Fifa , Alberto Faccini, grande esperto del calcio olandese.

La sua vita professionale è tinta di orange, non c'è una trattativa imbastita nei Paesi Bassi che non passi per le sue mani. Ha notizie di Van Der Vaart al Napoli?

"Da fonte olandesi o meglio da rumors, mi risulta che il giocatore a fine stagione voglia cambiare aria. Ha trovato poco spazio in questa stagione al Real Madrid. Le sue qualità sono indiscutibili, farebbe grandi cose in una piazza importante come Napoli. Il pubblico partenopeo, d'altronde, ha sempre amato calciatori molto dotati tecnicamente. Van der Vaart ha numeri da campione. E' prematuro però parlare di offerte ufficiali".

Novità per i suoi gioiellini Afellay ed Arnautovic?

"Ho avuto colloqui con diverse società italiane, a fine stagione valuteremo".


Twente - NAC 3-1
I Tukkers continuano la loro fantastica stagione, battendo 3 a 1 il NAC Breda e conquistando, così, un posto per la finale della KNVB Beker.

La partita non incanta di sicuro, ma c'è grande sorpresa quando sono gli ospiti a portarsi in vantaggio: erroraccio difensivo dei quattro del Twente e Lurling ci mette poco a segnare, bene imbeccato da Reuser.

Il goal del NAC fa da sveglia al Twente, che pochi minuti dopo sfiora il goal con Denneboom. La squadra di Enschede comincia a schiacciare il piede sull'accelleratore e pareggia con Jannsen al 53', raddoppia con Denneboom al 78' e, a tre minuti dalla fine, chiude i conti con il top scoarer della squadra, Blaise N'Kufo, autore di un bellissimo tiro angolato.


Volendam - Heerenveen 0-2

Tra le due squadre non c'è paragone. Gli ospiti, appena sconfitti in campionato dall'Utrecht, vincono grazie ai goal dei giocatori assenti nell'ultimo turno di campionato: Elm e Pranjic.
I Frisoni si portano in vantaggio dopo poco più di dieci minuti, grazie ad un tiro dal limite dell'area dello svedese Victor Elm, che ha avuto tutto il tempo e lo spazio di controllare e depositare il pallone alle spalle del portiere del Volendam.

I padroni di casa, per i quali non nascondo una certa simpatia (voglio vedere voi cosa ne pensereste, vedendo chi hanno come portiere...), possono reclamare per un calcio di rigore non concesso nei minuti finali del primo tempo, ma si sa: non si vive di soli rimpianti.

Ancora gli arancioni in attacco nel secondo tempo. Due occasioni importanti per van Dijk, bravo in tutto ma non nel concludere.

La partita si chiude al minuto 84° con il goal di Daniel Pranjic: sinistro sopraffino che manda l'Heerenveen in finale.



Giovanni van Bronckhorst non ha preso bene tutti gli attacchi alla propria squadra provenienti dai giornali olandesi. "Sono tutte ca***te" ha sparato Gio che, da buon timoniere della squadra di Rotterdam, ha continuato dicendo che "da sempre i giornali scrivono la loro verità, non quella degli spogliatoi."
Gli articoli, a detta del capitano del Feyenoord, non fanno che creare un alone di negatività intorno alla squadra, mettendola sotto pressione.
Non ci sarebbe nessuna crisi interna, quindi, nè ci sarebbe stata una sorta di votazione tra i giocatori, vinta dagli oppositori dell'allenatore, circa la permanenza sulla panchina di Verbeek, che a detta di Gio van Bronckhorst "non sarebbe mai stato in discussione".
Lo stesso capitano, uomo d'esperienza del Feyenoord, ha, prima, specificato che il suo intervento non è stato in alcun modo preparato dagli addetti stampa della squadra e poi ha abbandonato i microfoni, rifiutandosi di rispondere a domande circa l'uscita di certe voci dallo spogliatoio.
Lo stesso Verbeek, in sala stampa, ha usato toni più morbidi, mostrando di capire il lavoro dei giornalisti, intenzionati maggiormente a vendere copie dei loro giornali. L'allenatore ha, inoltre, ribadito che i suoi giocatori non possono fare altro che lavorare sodo, mostrando di mettercela tutta in campo.


Marco Van Basten, tecnico dell'Ajax, ha tanto a cui pensare. Ad esempio, alla sconfitta tremenda in casa del Psv (6-2), che ha consegnato il titolo all'Az di Louis Van Gaal. Ma, essendo un olandese purosangue, non disdegna buoni consigli ai suoi connazionali. L'obiettivo del giorno è Ryan Babel, attaccante del Liverpool. L'olandese, ancora giovanissimo, è arrivato ad Anfield nel 2007, quando Benitez lo prelevò proprio dall'Ajax per 11,5 milioni di sterline. Adesso Babel gioca poco. In questa stagione è partito solo sei volte da titolare e la sua versatilità non sembra aver fatto breccia nel cuore del tecnico spagnolo. E così Van Basten lo ha redarguito: "Vieni via da Liverpool finchè sei in tempo - ha annunciato il Cigno di Utrecht dalle colonne del Daily Star -. E' davvero una tristezza vedere uno come lui sempre in panchina". Babel rimane un giocatore di ottima prospettiva, ma la panchina potrebbe non aiutarlo: "Stava giocando bene nell'Under 21 e in Nazionale maggiore, deve ritrovare buone sensazioni" è il parere di Van Basten. A cui, magari, non dispiacerebbe riaccoglierlo all'Amsterdam Arena...




Si chiama Moussa Dembélé, compirà 22 anni il prossimo 17 luglio, gioca e segna con gli olandesi dell’AZ Alkmaar. Il Guerin Sportivo, recentemente, gli ha dedicato quattro pagine parlando di “eleganza palla al piede, devastanti progressioni, ottima tecnica di base, fisico compatto e possente”. E non è un mistero per nessuno che Mourinho, ai tempi del Chelsea, lo fece seguire da un emissario dello staff dei “Blues”. Insomma, l’attaccante di origine belga ha fatto e sta facendo notizia: FcInterNews ha sentito, in esclusiva, l’avvocato Luca Pelizzon che, insieme a Lionello Manfredonia e Patrick Vervoont, ne detiene la procura.

Pelizzon, qual è la situazione contrattuale di Dembélé?

“Moussa ha un contratto a tempo indeterminato con l’Az Alkmaar (ride…, ndr)”.

Beato lui, visti i tempi di magra nel mercato del lavoro.

“Tornando seri: ha siglato un accordo quinquennale con scadenza 2013 ed è il pupillo del presidente”.

Ottime prestazioni, gol decisivi: il tutto a 22 anni ancora da compiere.

“Sì, è vero: è un ragazzo che sta mettendo in mostra le sue qualità”.

Tatticamente, come collocare Dembélé?

“Negli ultimi anni ha giocato principalmente con due moduli, il 4-3-3 e il 4-4-2. Nel primo, ha ricoperto il ruolo sia di attaccante destro che sinistro, mentre nel secondo schema è stato schierato sia come seconda punta in prima linea che come centrocampista di fascia sinistra. Alla Nedved, per intenderci”.

Dembélé si trova molto bene con VanGaal e per questa ragione non è detto che lasci l’Az.

“Ha detto bene: Moussa ha appena vinto uno scudetto ed uno dei suoi sogni è quello di disputare la Champions League. Poi, con l’allenatore olandese – un vero e proprio maestro – è cresciuto molto, sia sotto il profilo tecnico che tattico: nei confronti di VanGaal, Moussa nutre grandissima stima”.

Mi conferma che nell’agosto del 2008 due big del campionato italiano avevano richiesto il giocatore?

“Confermo”.

Perché l’affare non andò in porto?

“Il giocatore preferì continuare la sua crescita professionale con l’Az e con VanGaal”.

Oggi, però, Dembélé scatena l’interesse di Italia, Inghilterra e Spagna.

“È possibile che Moussa vada a giocare in uno di questi campionati. Di certo c’è che insieme all’Az si sceglierà la miglior soluzione per la sua carriera”.

Qual è la valutazione del giocatore?

“Non sta a me stabilire il prezzo del cartellino”.

In Italia Inter, Fiorentina, Juventus se lo contendono?

“Noi abbiamo vari contatti con tutte le società che si sono mostrate interessate al giocatore”.




Con tre giornate d'anticipo, l'AZ conquista il secondo titolo olandese della sua storia. Al termine di una marcia trionfale, la squadra di Alkmaar ha l'unico rammarico di non aver potuto festeggiare sul campo, visto che il successo matematica è arrivato solo grazie al ko domenicale dell'Ajax, schiantato dal Psv con un tennistico 6 a 2.


L'AZ di Alkmaar, ultima creatura di Louis Van Gaal, ha vinto il campionato olandese con tre giornate d'anticipo, ma non è riuscito a festeggiare davanti al pubblico amico: la sfida interna di sabato contro il Vitesse, infatti, si chiude con un clamoroso 1-2 in cui le reti di Van Wolfswinkel e Büttner ribaltano l'iniziale, e illusorio, vantaggio firmato dal solito Mounir El Hamdaoui, attuale capocannoniere della Eredivisie con 22 gol.


La contemporanea sconfitta del Twente, battuto al De Kuip dal Feyenoord (1-0 con goal di Makaay), lasciava ancora uno spiraglio per la rimonta dell'Ajax, che domenica 19 aprile doveva giocarsi il tutto per tutto contro gli storici rivali del Psv Eindhoven. Fallita clamorosamente l'occasione di avvicinarsi ancor di più all'AZ dell'ex allenatore Van Gaal, i lancieri di Amsterdam dovranno ora giocare tre partite decisive per assicurarsi un posto in Champions League.


La prossima settimana si giocherà Ajax - Az, partita che Van Gaal aveva scelto, in un intervista, come scenario ideale per la consegna del titolo alla sua squadra: "Se dovessi scegliere QUANDO vincere questo campionato, preferirei farlo ad Amsterdam, alla corte dell'Ajax". La sfida sarà quella di due squadre dagli umori totalmente contrapposti. Gioia e voglia di affermarsi come i più forti (come se ce ne fosse anche bisogno...Ndr) per l'AZ e rabbia, voglia di rivalsa ed agitazione per l'Ajax, totalmente impegnato in una rincorsa per un vitale secondo posto finale.





L'AZ è, quindi, campione d'Olanda. In pochi lo avrebbero dubitato, soprattutto vedendo il cammino della squadra di Alkmaar a cominciare dalla terza partita di campionato. Si, la terza, perchè durante le prime due giornate si è visto solo il vecchio AZ, quello del bel calcio e degli attacchi sregolati che, puntualmente, è stato sconfitto da NAC Breda ed Ado Den Haag.


Van Gaal ha adottato le strategie vincenti. Le squadre che affrontavano l'AZ erano spesso invogliate ad attaccare, viste le scelte quasi rinunciatarie dei rossi di Alkmaar. Finiva, così, che gli avversari si scoprivano e lasciavano il fianco ai vari Dembelè, Pellè, Ari o El Hamdaoui, rivelatisi dei veri e propri killer d'aria di rigore.


Nella seconda metà della stagione, lo spettacolo si è praticamente azzerato, complice anche una serie di vittorie di misura ed una lunghissima imbattibilità del portiere. Nonostante desiderasse far giocare i suoi uomini in maniera più spettacolare, ha dichiarato ancora Van Gaal, "la squadra necessitava di un impronta più funzionale e doveva avere un approccio alla gara più realistico", visto che gli avversari hanno cominciato ad attuare le giuste contromisure al gioco dell'AZ.


Possiamo definire l'AZ come squadra campione di pazienza, in quanto sono già un paio d'anni che meritava la vittoria in campionato, sfuggita clamorosamente nel 2007.


Così, l'AZ si affaccia, di nuovo, sulla scena dell'Europa delle grandi: Scheringa, il presidente della squadra di Alkmaar, ha dichiarato di voler fare del suo AZ un piccolo Manchester United, cercando di tenere Van Gaal alla sua corte quanto più possibile ed evitando le cessioni dei suoi giocatori. Probabili saranno nuovi investimenti sul mercato, mentre già è in cantiere un ulteriore ampliamento del DSB Stadion. Lo stesso Van Gaal ha confermato, in parte, le parole del presidente, dichiarando di voler mantenere tutta la rosa per la prossima stagione, inserendo degli acquisti mirati, così da poter stupire l'Europa. Grande entusiasmo, quindi, anche dopo l'altrettanto grande nervosismo palesato, durante un intervista (di cui potete vedere i tratti salienti nel video sotto), per la sconfitta contro il Vitesse. Ma si sa, Van Gaal è così: prendere o lasciare!



Destro naturale, brevilineo e rapidissimo nello spazio, credo che Wijnaldum sia tra i migliori giocatori dell'Eredivisie a saltare l’uomo, specialmente nelle posizioni laterali del campo, che ricopre indifferentemente data la sua naturale propensione a giocare con entrambe i piedi.
Dotato di ottimo tiro e capace di crossare in maniera eccezionale, si fa valere anche di testa, nonostante non abbia affatto le caratteristiche fisiche tipiche di una "torre" (1.73 cm e 62 kg).

Illustre componente della terribile schiera dei classe 1990, Wijnaldum è nato, come tante altre stelle della nazionale olandese, da una famiglia originaria del Suriname. I primi calci al pallone sono stati dati indossando la maglia dello Sparta Rotterdam ma, appena il suo nome comincia a circolare a livello giovanile, avviene il trasferimento all'altra squadra di Rotterdam, il Feyenoord.
Una spettacolare partecipazione all' edizione del 2007, in Turchia, della l'Efes Pilsen Cup lancia il giovanissimo Georginio in prima squadra, dove Erwin Koeman, l'allora allenatore del Feyenoord, inizierà ad inserirlo con costanza.

A 16 anni e 148 giorni, Wijnaldum esordisce in Eredivisie, diventando così il più giovane esordiente della storia del club di Rotterdam. L'8 aprile 2007 sarà, allora, un giorno memorabile sia per il giocatore che per la sua squadra, anche se per il Feyenoord il ricordo di quel giorno è da cancellare al più presto: sull'onda di una stagione disastrosa, i biancorossi di Rotterdam vennero, infatti, sconfitti per 4-0 in casa dal Groningen. Nonostante il dominio degli ospiti, è un giovanissimo Wijnaldum a portare a casa il titolo di "man of the match".
Il campionato continuerà in maniera negativa per il Feyenoord, ma Wijnaldum, complici gli infortuni di tanti compagni di squadra, troverà una buona continuità di rendimento che gli permetterà di entrare a far parte delle selezioni minori della nazionale Oranje.

Dopo il cambio di allenatore, da Erwin Koeman a Bert van Marwijk, gli spazi in squadra durante la stagione 2007/08 per Wijnaldum sono diminuiti: è però arrivato il primo gol da professionista, nel sei a zero rifiliato all'Heracles di Almelo.
Quest'estate, l'ennesimo cambio sulla panchina del De Kuip: van Marwijk sostituisce van Basten in nazionale, mentre nella squadra di Rotterdam approda una bandiera storica dell'Heerenveen, quel Gertjan Verbeek che, da difensore prima e da allenatore poi, ha fatto la storia del club biancoblu, che ha saputo trascinare ai vertici dell'Eredivisie.
L'approcio di Verbeek con i giovani è vincente, tant'è che cominciano a brillare le stelle di Biseswar, Fer e dello stesso Wijnaldum, che inizia così la stagione da titolare nel centrocampo della squadra biancorossa sin dalla prima partita contro l'Heracles (una squadra evidentemente nel suo destino). Alla quinta giornata di campionato, sono 434 su 450 disponibili i minuti giocati dalla stellina, a cui vanno aggiunti i 180 del doppio confronto in Uefa contro il Kalmar e i 120 del KNVB Beker contro il Top Oss: un vero e proprio insostituibile, ancor prima di raggiungere la maggiore età.
Proprio nella sfida europea contro gli svedesi del Kalmar, arriva anche il primo goal europeo di Georginio. Goal che, c'è da scommetterci, sarà il primo di una lunga lista se solo il giocatore sarà capace di gestirsi la crescita, evitando di seguire le orme di Drenthe, forse bruciatosi per sempre alla Casa blanca di Madrid.




Quando raggiungi il successo molto presto, in futuro tutti si aspetteranno il massimo da te. Ne sa qualcosa Van Gaal.
Aloysius Paulus Maria Van Gaal, più noto a tutti come Louis, ha iniziato la sua carriera da team manager come spalla di Beenhakker, salvo sostituirlo sulla panchina dell'Ajax nel 1991 e diventare, così, uno degli allenatori più vincenti della sua generazione.
Tra il 1991 e il 1997 Van Gaal ha vinto praticamente tutto: Champions League, Coppa Uefa, Supercoppa europea, Coppa intercontinentale, campionato, coppa e supercoppa in Olanda, tingendo del biancorosso delle divise dell'Ajax la nazionale oranje.
Al momento dell'abbandono della terra natìa per tentare il grande salto verso la Spagna, destinazione Barcellona, Louis decise di portare con se tanti dei suoi "prodotti": Reiziger, Bogarde, i fratelli De Boer, Litmanen e Kluivert vestiranno tutti la camiseta blaugrana, ma con fortune alterne, così come il loro mentore che, nonostante i due successi in Liga, è stato divorato dai media e della critica.
Dopo un periodo poco brillante della sua carriera, Van Gaal torna all'AZ di Alkmaar (squadra in cui aveva giocato in gioventù) per sostituire Adriaanse. Dopo due buone stagioni, in cui l'AZ ha espresso il miglior gioco in tutta l'Eredivisie pur senza raggiungere traguardi tangibili, la profonda crisi. Deludentissima l'annata 2007/2008, caratterizzata dalle dimissioni presentate dal tecnico nato ad Amsterdam nel 1951 perchè, a suo dire, tanti senatori non lo seguivano più. Dimissioni, però, subito ritirate proprio perchè il capitano Jaliens e molti altri suoi compagni di squadra hanno fatto un passo indietro chiedendo a Van Gaal di rimanere. Questi non poteva che accettare, perchè quella di Van Gaal è una vera e propria filosofia e, come tale, va seguita alla lettera.
L'allenatore è, per Van Gaal, "il punto focale della squadra, colui che deve preparare i suoi undici giocatori a raggiungere l'obiettivo comune. Tutti devono lavorare insieme, con tenacia e mantenendo una open mind. La preparazione della formazione è essenziale, poichè ogni giocatore deve sapere esattamente dove dovrà giocare e quali sono i suoi compiti", così come ha dichiarato in una recente intervista.
Non si può parlare, quindi, di uno schema-Van Gaal, perchè questi adatterà i suoi schemi ai giocatori che ha a disposizione. Lo ha fatto nel 4-3-3 con l'Ajax, con il 2-3-2-3 del Barcellona e lo continua a fare con il 4-4-2 dell'AZ.
Arrivato all'AZ nel 2005, i suoi giocavano ancora in uno stadio da 8.000 posti che raramente faceva registrare il tutto esaurito. Oggi, con il nuovo stadio DSB Stadion voluto anche dal presidente Scheringa, i quasi 20.000 posti sono spesso tutti occupati, tant'è che si è resa necessaria un espansione che, nel 2010 porterà l'AZ a giocare in una roccaforte da 40.000 posti a sedere.
La stessa escalation sembra riguardare il budget per gli stipendi. Oggi l'AZ spende meno di un terzo di Ajax e Psv, ma il rendimento sembra essere molto migliore delle big della Eredivisie, con 27 risultati utili consecutivi (23 vittorie e 4 pareggi) dopo due ingannevoli sconfitte iniziali e ben 11 punti di vantaggio sull'Ajax a cinque giornate dalla fine.
"Abbiamo fame di vittorie. Vogliamo vincere qualcosa" aveva dichiarato Van Gaal e pare proprio essere vicino a raggiungere il suo obiettivo.



"Acceleratore di gioco" è un termine inventato da Louis Van Gaal per indicare la naturale attitudine di Remy De Zeeuw a non creare fasi di stanca nel corso dei 90 minuti. Nella partita di sabato contro la Macedonia, Sneijder ha fatto di tutto per meritarsi questo appellativo.
Esemplificativo è l'attimo in cui il giocatore del Real Madrid, vedendo Arjen Robben a terra dopo un intervento scomposto di Pandev, ha sprintato verso il compagno di squadra (anche di club) per andare a rialzarlo e battere subito il calcio di punizione. Questo perchè in campo non c'è tempo da perdere.
Sneijder è così: tutto quello che fa, lo fa a velocità massima. Ogni passaggio, tiro, dribbling è fatto ingranando il turbo, così da poter mettere l'avversario sotto pressione.

Subito dopo la partita con la Scozia, durante la quale Sneijder è entrato nel secondo tempo dando una forte scossa alla sua squadra, a chi gli ha chiesto come giudicasse l'approccio degli Oranje, ha risposto: "Abbiamo giocato bene, ma la manovra è stata troppo lenta....", come a voler indicare che, con lui, le cose sarebbero andate diversamente.
Schierato da titolare contro i macedoni, Wesley ha chiaramente cambiato volto all'Olanda: così lenta (ed un pò impacciata) contro la Scozia, ma così veloce nelle trame di gioco contro la Macedonia.
Il risultato dell'inserimento del giocatore nato ad Utrecht, indispettito per la sua mancanza nell'undici iniziale per la partita con la Scozia, è stato un costante dominio da parte della squadra con la maglia arancione. Sneijder è stato la chiave di volta, ma tutta la squadra lo ha supportato a dovere: Van Bommel e De Jong in primis, dato che la loro pressione sul centrocampo macedone è stata incessante.
Non meraviglia il fatto che, al momento della sua sostituzione, tutta l'Amsterdam ArenA abbia applaudito Sneijder, ex dell'Ajax che difficilmente ad Amsterdam sarà dimenticato finchè gioca a questi livelli, data la recente penuria di gioco in casa Ajax.
A porre fine alle polemiche sulla probabile esclusione di Sneijder a favore di Van Persie, qualora questi fosse stato in grado di giocare ci ha pensato Van Marwijk, che non si è sottratto alla standing ovation, alzandosi dalla panchina per complimentarsi con il suo numero 10.


La Jong Oranje, in formazione altamente sperimentale e che aveva poco a che fare con il termine under 21, vista la presenza in campo di Wielaert e Wisgerhof, rispettivamente classe 1978 e 1979, non va oltre l'1-1 contro l'Italia.
Azzurri con il tridente delle meraviglie Acquafresca-Balotelli-Giovinco; Arancioni che fanno poco per entusiasmare il pubblico di Kerkrade.
Tanto possesso palla e gioco spesso a memoria, questa l'Olanda di ieri sera che è riuscita a portarsi in vantaggio con il goal di Siem de Jong, abile nell'inserirsi e battere di testa la difesa, per la verità non impeccabile, dell'Italia.



Olanda travolgente ad Amsterdam contro la Scozia in un match valido per il gruppo 9 della zona europea delle qualificazioni ai mondiali di Sudafrica 2010. La squadra di casa, dopo una prima parte del match piuttosto confusa durante la quale la Scozia è stata attenta a non subire un altra goleada (come avvenne negli spareggi per accedere agli Europei di Portogallo 2004, quando il risultato finale fu di 6-0), si è imposta per 3-0 grazie alle reti siglate da Huntelaar al 30', Van Persie al 45' e Kuyt su rigore al 77'.

Davanti a 52.000 spettatori, 7.000 dei quali erano membri della Tartan Army, l'Olanda comincia a costruire gioco, soprattutto con Ooijer, l'unico uomo oranje a non essere immediatamente pressato dagli scozzesi. In avanti, Huntelaar e Van Persie sono scarsamente assistiti, mentre sulle fascie il gran lavoro di Kuyt non produce i frutti sperati ed è il solo Robben a regalare qualche emozione con delle percussioni sul lato mancino del campo (non in ottime condizioni, a dir la verità).

Ad un quarto d'ora dalla fine del primo tempo, gli olandesi si portano in vantaggio grazie a Klaas Jan Huntelaar, abile a trasformare in oro il cross di Van Bommel. Colpevole la difesa scozzese, che ha lasciato libero sia il centravanti del Real Madrid, sia Van Persie.

Il pallino della partita finisce totalmente nelle mani degli olandesi, protagonisti, in avanti, di movimento frenetico, che lascia pochissimi punti di riferimento ai mediani ed i difensori scozzesi: Van Persie, Kuyt e Robben non stanno fermi un attimo, alternando le loro posizioni al fine di aprire varchi per The Hunter.
La reazione scozzese è pari a zero. Due, massimo tre, passaggi prima che intervenga una maglia arancione a spezzare le iniziative. E così, in pieno recupero, da un calcio d'angolo battuto magistralmente da Robben, Van Persie spizza il pallone in rete portando il risultato sul 2-0 e, di fatto, chiudendo la partita.

Nella ripresa, gli scoti provano a tirare fuori l'orgoglio che li contraddistingue, ma le occasioni da goal latitano. Ad onor del vero, va detto che la Scozia ha anche segnato un goal (sempre di testa), ma l'arbitro ha annullato tutto per motivi inspiegabili, mandando su tutte le furie gli ospiti e la Tartan Army. E' solo un flash, perchè tre minuti dopo il subentrato Sneijder trova un varco in area scozzese, serve Huntelaar che viene steso. Calcio di rigore netto. Sul dischetto si presenta Kuyt, che trasforma con decisione. 3-0, missione compiuta.

In virtù di questo risultato l'Olanda consolida il primato nel girone con 12 punti, ben 8 in più rispetto alla Scozia. Di fatto, la qualificazione è una formalità, visto che in classifica, dietro gli Oranje, c'è il vuoto.


La settimana scorsa, Voetbal international ha compilato una top 10 dei giocatori in Olanda.
Da sempre, l'Eredivisie è vista come un supermercato per le spese delle big di Spagna, Italia ed Inghilterra. Da Cruyiff, Van Basten, Koeman, Gullit, Bergkamp, Ronaldo, Seedorf, Davids, Snejder, tanti sono i giocatori messisi in vetrina in Olanda e difficilmente credo che quelli che seguono saranno eccezioni alla regola:

1. Luis Suárez
Nato il 24 gennaio 1987
Alto 1.81 cm
Nazionalità uruguaiana
Club Ajax
Contratto in scadenza il 30 giugno 2012

Per il post-Huntelaar l'Ajax ha decisamente creduto in questo giocatore, rivelatosi spesso e volentieri decisivo, sia in zona gol sia per il carisma dimostrato in più di una occasione. Non stupisce il fatto che sia sempre nei tabellini delle partite dei lancieri.
Valore 20 milioni di euro
Lo si può comprare per 25 milioni di euro

2. Moussa Dembélé
Nato il 17 luglio 1987
Alto 1.77 cm
Nazionalità belga
Club AZ
Contratto in scadenza il 30 giugno 2011

Attaccante dell'AZ, messosi in luce con la maglia del Belgio durante le Olimpiadi di Pechino (soprattutto contro l'Italia, contro la quale ha segnato 2 goal). Di origini maliane, è passato in 3 anni dal Germinal Beerschot al Willem II all'AZ, dove ha deciso di stabilirsi per crescere prima di spiccare il volo verso il grande calcio.
Non ha un grande istinto da goleador, ma le sue reti sono quasi tutte di pregevole fattura.
Valore 10-12 milioni
Lo si può comprare per 20 milioni

3. Ibrahim Afellay
Nato il 2 aprile 1986
Alto 1.80 cm
Nazionalità olandese
Club PSV
Contratto in scadenza il 30 giugno 2011

Lanciato giovanissimo nel Psv dall’allenatore Hiddink, Ibrahima salta l’uomo in progressione o in dribbling.Giocatore molto elegante, ha una brillante visione di gioco, è bravo nel fabbricare assist, ha scatto e potenza. Si allarga spesso sulla fascia per uscire dalla gabbia degli avversari e sfruttare la sua rapidità. Come se non bastasse, trova il gol con facilità.
C'è ancora qualcuno che si chiede perchè lo vogliono TUTTE le big d'Europa?
Valore 8-10 milioni
Lo si può comprare per 15 milioni (pagando una clausola)

4. Eljero Elia
Nato il 3 luglio 1987
Lengte 1 meter 76
Nazionalità olandese
Club FC Twente
Contratto in scadenza il 30 giugno 2013

Altro giocatore uscito da quella fucina di talenti che sembra essere il Twente. Centrocampista offensivo con il vizio del gol, il suo nome è stato più volte affiancato all'Ajax, squadra per la quale ha giocato da ragazzino tra il 2000 ed il 2002.
Su di lui ci sarebbero, oltre all'Ajax, il Psv, l'Everton e soprattutto il Bayern Monaco.
Valore 8 milioni
Lo si può comprare per 10 miljoen euro

5. Mounir El Hamdaoui
Nato il 4 luglio 1984
Alto 1.83 cm
Nazionalità olandese/marocchina
Club AZ
Contratto in scadenza il 30 giugno 2012

Attaccante rapido e dinamico adattabile a più moduli. Nasce ala sinistra nell’Excelsior Rotterdam, ma le movenze sono da seconda punta che ama tagliare il campo con improvvisi inserimenti piuttosto che cercare il fondo.Riscoperto da Van Gaal con l'AZ tritatutto dopo una sfortunata avventura in Inghilterra, con la maglia del Tottenham e del Derby County. Dotato di ottima tecnica di base, è uno di quei giocatori che in area di rigore non perdona.
Valore 8 milioni
Lo si può comprare per 15 miljoen euro

6. Marko Arnautovic
Nato il 19 aprile 1989
Alto 1.93 cm
Nazionalità austriaca
Club FC Twente
Contratto in scadenza il 30 giugno 2011

Tecnica, estro e carattere forte. Sembra di avere di fronte un nuovo Ibrahimovic. Austriaco di nascita, ma serbo di origine (e di indole), regala sempre giocate spettacolari, accompagnate da una velocità che non sembra poter appartenere ad un corpo come il suo.
Valore 7 milioni
Lo si può comprare per 15 milioni

7. Danijel Pranjic
Nato il 2 dicembre 1981
Alto 1.72 cm
Nazionalità croata
Club SC Heerenveen
Contratto in scadenza il 30 giugno 2012

Cursore di fascia sinistra, non più giovanissimo, è dotato di un ottimo piede. In un calcio, soprattutto quello italiano, dove gli esterni mancini mancano, è merce rara. Lo conferma il fatto che è oggetto dei desideri di mezza Europa. Dotato di un ottimo piede (uno spettacolo i suoi cross e le sue punizioni), ha all'attivo anche una buona esperienza internazionale, viste le 20 presenze con la maglia della nazionale croata.
Valore 8 milioni
Lo si può comprare per 12-14 milioni

8. Marcus Berg
Nato il 17 agosto 1986
Alto 1.83 cm
Nazionalità svedese
Club FC Groningen
Contratto in scadenza il 30 giugno 2011

Astro nascente della sua nazionale e conteso da Ajax e Psv, oltre che da tantissimi altri club in Europa. Parla per lui lo score delle ultime due Eredivisie: 25 reti in 36 partite, davvero non male per uno che, a detta sua, vuole spiccare il volo verso le grandi mete del calcio europeo.
Al momento sta soffrendo il periodo di appannamento del Groningen.
Valore 8 milioni
Lo si può comprare per 15 milioni

9. Miralem Sulejmani
Nato il 5 dicembre 1988
Alto 1.78 cm
Nazionalità serba
Club Ajax
Contratto in scadenza il 30 giugno 2013

Ex talento dell'anno in Eredivisie, deve ancora dimostrare tutta la fiducia che l'Ajax ha riposto in lui, pagandolo circa 16 milioni di euro in estate all'Herenveen. Giocatore di classe, corsa e potenza. Usa soprattutto il piede sinistro, ha un controllo delizioso del pallone, punta l’avversario e lo supera in velocità. Non ha un grande fisico, ma in area si fa rispettare, ha buona elevazione e ha un tiro velenoso dalla lunga distanza. In contropiede ha un’altra marcia e non perdona.
Valore 8 milioni
Lo si può comprare per 16,5 milioni

10. Douglas Franco Teixeira
Nato il 12 gennaio 1988
Alto 1.92 cm
Nazionalità brasiliana
Club FC Twente
Contratto in scadenza il 30 giugno 2012

Possente difensore brasiliano del Twente, sta facendo le fortune dei Tukkers che, anche grazie a lui, hanno subito solo 25 gol in 28 partite. Fisico statuario e buona tecnica, si segnala per essere l'unico difensore nella top 10.
Valore 10 milioni
Lo si può comprare per 14-15 milioni



L'assenza di Heitinga contro la Scozia permetterà a van der Wiel di giocare da titolare con la maglia Oranje.

Dopo una serie di buone prestazioni sia in Eredivisie che in Uefa, è d'obbligo informarsi un pò su chi sia Gregory van der Wiel. Il ventunenne terzino destro dell'Ajax ha già conosciuto, nella sua seppur breve carriera di calciatore, tante difficoltà. Una su tutte, l'assenza forzata dai campi da gioco per tre quarti della scorsa stagione causa un brutto infortunio al ginocchio.
Cresciuto nell'Ajax, è stato mandato a giocare per tre anni nelle giovanili dell'Haarlem perchè gli allenatori della squadra di Amsterdam avevano individuato in lui un soggetto difficile.
Proprio quegli anni sono stati cruciali per Gregory, che, cresciuto, si era reso conto di star buttando via il suo talento.


Il destino lo ha voluto far vestire - di nuovo - con la mitica casacca bianca con banda verticale rossa, quella dell'Ajax di Amsterdam.
In occasione di un torneo giovanile, varie difficoltà interne hanno spinto l'Ajax a richiamare un pò di giovani dalle squadre satellite (tra cui l'Haarlem) per rinforzare, anche numericamente, la rosa. Solo allora (e questo è sintomatico del fatto che gli osservatori dell'Ajax non hanno più l'occhio di una volta) ci si rese conto che, a poco più di 20 km da Amsterdam giocava un possibile craque. Van der Wiel era stato contattato anche da Psv e Feyenoord, ma la prelazione dell'Ajax ed il suo desiderio di rivincita hanno fatto si che le cose andassero come sono andate.
La rivincita di Gregory, mandato via in malo modo anni prima, si è avuta prima in seconda squadra e poi con la squadra titolare, con la quale ha debuttato l'11 marzo 2007, in occasione di una vittoria esterna per 4-1 ai danni del Twente.
Oggi l'Ajax ha nettamente cambiato opinione su van der Wiel, considerandolo come un talento incredibile, che sta ancora crescendo e potrà migliorare tantissimo, anche grazie alla sua maturazione sul piano comportamentale.
Grande ruolo in questa crescita, secondo lo stesso Gregory, lo ha avuto Marco Van Basten. "E' un grandissimo uomo ed è anche una persona molto rilassata" ha dichiarato il terzino dell'Ajax "se sbagli non si innervosisce ed urla, ma cerca di farmi capire l'errore facendo si che possa trarne un futuro vantaggio. Mi ha dato soprattutto fiducia in me stesso".
Il passato di van der Wiel era segnato da un giocatore (giovanissimo, tra l'altro): Robin van Persie; oggi, però, il modello di inspirazione è Dani Alves.

Van der Wiel ricorda tantissimo il terzino del Barcellona: così come il brasiliano, l'olandese ama salire sulla fascia, combinando con i compagni di squadra o portandosi via l'uomo, fino ad arrivare sul fondo per crossare o rientrando in area per cercare il goal.

Disposto a tutto per giocarsi le sue chance per essere titolare contro la Scozia, a discapito di Dirk Marcellis, van der Wiel ha messo in luce anche la sua ambizione: voler diventare una stella, magari misurandosi nei campionati più blasonati. Ma sempre dopo aver raggiunto la totale maturazione in Eredivisie, con la maglia dell'Ajax.


Il presidente dell'Uefa, Michel Platini, ha di recente dichiarato che squadre come l'Ajax non vinceranno mai più la Champions League."Quando vendi sempre i tuoi migliori giocatori" ha detto le roi "come puoi costruire una squadra forte e competitiva?".
Di fatto, la legge Bosman ha completamente tarpato le ali all'Ajax, ma anche la dirigenza, vendendo sempre i top-players (vuoi per non avere conti in rosso, vuoi per smanie di grandezza dei giocatori stessi) ha le sue colpe.
Platini non ha perso occasione per ribadire la necessità di emanare la legge del "6+5",che obbligherebbe i club di tutta Europa a giocare con almeno sei giocatori cresciuti nel proprio vivaio, può venire incontro al problema, ma fin quando nei piani alti del club di Amsterdam si deciderà di perseverare su questo business plan, difficilmente le cose cambieranno.
Si è parlato anche di Superlega e Leghe regionali, come la Beneliga (se ne parlò qualche post fa nel blog di Federico Casotti) o la Lega dei paesi Balcanici, viste come nuove iniziative da tenere in considerazione anche se le possibilità di realizzare il tutto rimangono, almeno per ora, molto remote, anche se va sottolineata l'apertura di Michael van Praag, presidente della KNVB, ad avviare un indagine in materia.



Fred Rutten, ex vice di Guus Hiddink sulla panchina del PSV, potrebbe tornare ad allenare in Olanda, proprio sulla panchina della squadra di Eindhoven.
Si tratterebbe di un ritorno nei Paesi Bassi, visto che Rutten ha allenato (ma anche giocato per 13 anni con la maglia dei "Tukkers") il Fc Twente, prima di passare allo Schalke 04.
Ora, dopo una disastrosa stagione iniziata con Huub Stevens e che - presumibilmente - finirà con il tecnico delle giovanili Dwight Lodeweges , la dirigenza del Psv, rea di aver non-pianificato il campionato, si è guardata intorno e, dopo aver contattato Klaus Toppmoller, Ronald Koeman e Co Adriaanse, ha virato fortemente su Rutten.


De Graafschap-Heerenveen 2-0
Psv Eindhoven-Vitesse 2-0
Nec Nijmegen-Willem II 0-0
Sparta-Heracles 1-0
Roda-ADO Den Haag 2-0
Az-Feyenoord 0-0
Nac Breda-Ajax 0-3
Volendam-Utrecht 0-0
Twente-Groningen 2-1

Il big match di giornata era senza dubbio quello tra AZ e Feyenoord. I padroni di casa, guidati da Van Gaal, non sono andati oltre il pareggio a reti inviolate contro un Feyenoord che non riesce ad uscire dalla crisi.
Accorciato, anche se al 99% inutilmente, il gap tra la capolista ed il Twente e l'Ajax, che hanno superato il Groningen ed il Nac Breda.
Nella zona calda della classifica, importanti successi per il De Graafschap ed il Roda, mentre il Volendam continua a non perdere, ma pareggia contro un Utrecht che non ha alcuna aspettativa per quest'anno.



Quando, nel 1972, i fratelli Klaas e Cees Molenaar, milionari titolari di una industria di articoli per la casa, decisero di acquistare una squadra di calcio, la loro scelta cadde su di un piccolo club appena creatosi: l'AZ 67.

Sorto dalla fusione tra Alkmaar '54 e FC Zaanstreek, la squadra fu a lungo un classico team di provincia olandese, con tante difficoltà economiche. Non sono state rare, infatti, le volte in cui i fratelli Molenaar hanno rischiato di vedere fallire la squadra per bancarotta. Ma la gloria era solo ad un passo, almeno per uno dei due fratelli.

Nel 1979 Cees morì e solo due anni dopo, nel 1981, si raggiunse quello che rappresenta, al giorno d'oggi, il più grande trionfo della squadra di Alkmaar, piccola cittadina di circa 90mila abitanti.

L'AZ aveva bisogno di una vittoria nell'ultima gara del campionato per spezzare l'egemonia delle tre grandi (Ajax, Psv e Feyenoord), ma il calendario riservava uno scontro durissimo proprio contro la squadra di Rotterdam. Il risultato finale fu un trionfo: vittoria in grande stile per 5 reti ad 1 in casa del Feyenoord e titolo di Landskampioenen vinto. Seguirono, nei due anni successivi, altrettante coppe d'Olanda (una era stata vinta precedentemente, nel 1978).

La squadra di quegli anni viene ancora ricordata dagli appassionati di calcio nei Paesi bassi. Giocatori del calibro di Ronald Spelbos, Hugo Hovenkamp, John Metgod, Willem van Hanegem e Kees Kist hanno giocato, lottato e vinto con la maglia rossa dell'AZ.

Anche in campo europeo non possono dimenticarsi le leggendare battaglie contro il Barcellona, l'Inter ed il Liverpool, tutte tra il 1978 ed il 1982. Sfortunatamente l'AZ non passò mai il turno, ma su sei partite giocate con queste big del calcio europeo, la squadra olandese ne uscì sconfitta solo due volte, peraltro senza mai perdere in casa (fino alla sconfitta per 2-3 contro l'Everton, negli ultimi giorni del 2007), nel piccolo stadio Alkmaarderhout (sostituito nel 2006 dal bellissimo impianto DSB Stadium).

Con la cessione del club da parte di Klaas Molenaar, si fece subito evidente quanto fosse importante il contributo economico che il businessman dava alla squadra. Seguirono anni di crisi, con un altalenarsi tra la prima e la seconda divisione, finchè, nel 1998, è cominciato un nuovo progetto che ha posto Adriaanse, prima, e Van Gaal, ora, a capo di un manipolo di eroi, capace di giocare il miglior calcio in Olanda da 4-5 anni a questa parte. I risultati, infatti, parlano chiaro: 5° nel 2004, 3° nel 2005, 2° nel 2006, 3° nel 2007 e quest'anno si sta verificando un vero e proprio dominio, tant'è che in tanti già richiamano i fasti dell'era Molenaar...


Grazie all'1-0 inflitto all'Utrecht, l'Az Alkmaar rimane imbattuto nella massima serie del campionato Olandese. Per la 25/a volta consecutiva, la capolista, guidata da Louis van Gaal, si consolida in testa all'Eredivisie e, a sette giornate dalla fine del campionato, ha 11 punti di vantaggio sul Twente e 14 sull'Ajax.
Mentre i Tukkers hanno battuto con un secco 2-0 il Willem II, l'Ajax è tornato a convincere i tifosi di casa vincendo nettamente per 3-0 la gara contro il De Graafschap. Da sottolineare che, all'Amsterdam ArenA, oltre alla doppietta di Suarez c'è stato il ritorno al goal di Dario Cvitanich.
Il big match di giornata era quello del De Kuip, dove il Feyenoord ospitava il PSV. Partita decisa dal giovane Fèr, che allegerisce la grigia situazione di classifica della squadra di Rotterdam.
Trionfo in casa per l'Herenveen, che, contro uno Sparta Rotterdam oramai a pezzi, vince per 5-1 mandando in rete ben cinque giocatori diversi.
In coda, sfugge la vittoria al Volendam. Contro l'Heracles, gli ultimi della classe hanno offerto ancora una buona prestazione, ma sono stati sfortunati a subire la rete dei padroni di casa in zona Cesarini.


Sparta Willem II 0 - 1
De Graafschap Heracles 1 - 0
Heerenveen Groningen 2 - 1
NEC Nijmegen AZ Alkmaar 0 - 1
Twente PSV Eindhoven 1 - 1
Den Haag Ajax 1 - 1
NAC Breda Feyenoord 1 - 2
Roda Utrecht 0 - 0
Volendam Vitesse 1 - 0



L'eliminazione nella Knvb Cup è rimasta una macchia nella settimana che avvicina ancora di più l'Az Alkmaar a uno storico trionfo in campionato: la squadra di Van Gaal allunga sulle inseguitrici, dopo la vittoria, la terza consecutiva e senza subire gol, a Nijmegen (1-0) firmata da Kew Jaliens (nella foto).
Il divario sul Twente sale così a undici punti, considerato il pareggio in extremis (Nkufo al 90' risponde a Dzsudzsak) della squadra di Enschede contro il Psv Eindhoven che resta quinto. Bloccato anche l'Ajax, che pure stava mostrando segni di ripresa nelle ultime uscite, dal modesto Den Haag: ai lancieri non basta il vantaggio siglato da Wielaert. Il -14, per i capitolini, dall'Az è una distanza incolmabile a otto giornate dalla fine. Gli uomini di Van Basten dovrebbero invece cercare di difendere il terzo posto: l'Heerenveen ha battuto 2-1 il Groningen, portandosi così a un solo punto di distanza. Risale la china anche il Feyenoord, il cui obiettivo resta l'aggancio alla zona play-off, corsaro a Breda grazie al 2-1 firmato da Tomasson all'82'. Curioso successo contemporaneo delle ultime due della classe: De Graafschap e Volendam battono, entrambe 1-0, Heracles e Vitesse.

(Alfonso Alfano di Calciointernazionale.it)


Tilburg, cittadina in rapida espansione del Sud dell'Olanda, nota oggi per l'industria tessile ed una università di livello mondiale , è sempre stata nel cuore del Re Guglielmo II. Durante la rivoluzione belga del 1830, il Re dei Paesi Bassi pose il suo quartier generale proprio nella sopracitata città, oggi sesto centro abitato più grande d'Olanda, e morì, all'improvviso, nella provincia del Noord-Brabant.



Da 111 anni a questa parte (fondato nel 1896 come Tilburgia ma rinominato nel 1898 Willem II), il club, i suoi giocatori ed i suoi tifosi sono sempre andati fieri del nome della loro squadra ed hanno il vanto di essere una team leale, di gentiluomini che giocano un calcio elegante: degni, insomma, di portare il nome di un Re.



Dopo solo vent'anni di esistenza, la squadra è stata capace di spezzare l'egemonia dell'HVV Den Haag, del Rap Amsterdam e dello Sparta Rotterdam, aggiudicandosi il titolo nel 1916, cui seguirono altre due vittorie nei campionati post seconda guerra mondiale (1952 e 1955) in quelli che verranno ricordati come gli anni d'oro del Willem II.
Gli anni dell'occupazione nazista del territorio olandese, però, misero la squadra di Tilburg su di un piano speciale. Il perchè è presto detto: in quegli anni la famiglia reale era espatriata in Inghilterra; il tricolore olandese era stato bandito e tutti i nomi delle strade intitolate ai reali erano stati cambiati dai gerachi tedeschi. Il Willem, curiosamente, in quegli anni era una delle squadre più forti in Olanda ed il loro calcio spettacolare dava l'opportunità a tutti gli olandesi di fare qualcosa che altrimenti sarebbe stato loro impedito: alzarsi in piedi ed applaudire ad un tricolore (quello della maglia del Willem) ed al nome di un Re olandese. Nel 1944 la squadra di Tilburg vinse la Coppa d'Olanda, pochi mesi prima dello sbarco in Normandia...



Dopo i fasti degli anni 50, la squadra visse un periodo nero durante il quale ci fu l'adattamento al calcio professionista. Gli anni 60 furono quelli della retrocessione in Eerste Divisie ma anche della vittoria della seconda Coppa d'Olanda, che proiettò i "King's Army" in Europa a sfidare niente meno che il Manchester United (avventura breve ma intensa: dopo un pareggio per 1-1 a Rotterdam, ci fu un roboante 6-1 per gli inglesi).



Dopo alcuni rischi di bancarotta nel corso degli anni 80, il Willem andava sempre più incontro a quella che è stata la sua più grande annata. Dopo la dipartita di ottimi giocatori del calibro di Stam ed Overmars, venne l'era dell'allenatore Co Adriaanse, ricordato ancora con gioia dai tifosi del Willem per aver riportato la loro squadra alla ribalta europea. Inaspettatamente, giocando un calcio spregiudicato ma vincente, nel 1999 Co Adriaanse riuscì a portare il Willem al secondo posto in Eredivisie, garantendo alla squadra la partecipazione alla Champions League (2 punti in 6 partite nel girone con Spartak Mosca, Sparta Praga e Bordeaux). L'avventura terminò presto, anche perchè il club, abituato a galleggiare nelle posizioni di media classifica in Olanda, non era attrezzato per competere con delle squadre di livello europeo. In quegli anni, però, il presidente Gerrit Brockx, ricordandosi di essere il massimo rappresentante di una squadra di gentleman, affermò che nel contesto europeo, quando sono in circolo grandi quantità di denaro, in pochi sono in grado di mantenere il loro aplomb e questo il Willem II, la squadra che porta il nome di un Re, non poteva permetterselo.


Fc Volendam - NEC

Il Volendam accarezza il sogno di una vittoria fino al novantesimo, minuto in cui Koenders segna il goal del definitivo pareggio.



Feyenoord - Vitesse

La partita del Feyenoord non è certo brillante, così come tutta la sua stagione. Gli ospiti passeranno per ben due volte in vantaggio, rimontati puntualmente dai padroni di casa.



Fc Twente - ADO Den Haag

Il Twente continua la sua marcia cercando di confermarsi seconda forza del campionato. Stavolta basta un goal di Nkufo per guadagnare i tre punti.



Fc Utrecht - Ajax

Forti della qualificazione Uefa ottenuta ai danni della Fiorentina, i Lancieri di Amsterdam espugnano il Nieuw Galgewaard grazie alle reti di Van der Wiel e Vertonghen.



Roda Jc - De Graafschap

Il Roda conquista una importantissima vittoria in uno scontro diretto. La distanza dal De Graafschap è ora di quattro punti e la salvezza non è più un utopia!



Willem II - Heracles Almelo

Sorpasso nella zona bassa della classifica: al "Willem II Stadion" l'Heracles si impone per 3 reti a 0, conquistando la dodicesima posizione.



NAC Breda - Sparta Rotterdam

Vittoria netta dei gialloneri di Breda, vittoriosi sullo Sparta grazie alle reti di Boukhari, Penders e Feher. La rete del momentaneo pareggio della squadra di Rotterdam porta la firma di Knol



AZ Alkmaar - Groningen

Graziano Pellè firma una doppietta che garantisce la vittoria, suggellata dal goal di Moussa Dembelè, per l'AZ sempre più avviato alla conquista del titolo!



PSV - Herenveen

Goal e spettacolo nell'anticipo di venerdi sera. I Frisoni espugnano il Philips Stadion, imponendosi per 3-2, risultato che permette il distacco in classifica tra le due squadre,prima accomunate con 45 punti.


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